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Cronache
Bruti-Robledo, il Csm archivia. Ma a luglio può arrivare la svolta

di Lorenzo Lamperti

twitter@LorenzoLamperti

Prima l'archiviazione, poi la svolta. La guerra interna che ormai da mesi scuote la Procura di Milano sta per arrivare a una soluzione. Una soluzione che assomiglia più a una non soluzione, ma che in realtà può condurre a conseguenze inaspettate nei prossimi mesi. Conseguenze che potrebbero completamente ridisegnare l'ufficio della Procura di Milano e con esso i sistemi e i bilanciamenti di potere al suo interno. Ma andiamo con ordine.

IL (QUASI EX) CSM ARCHIVIA... - Ormai pare certo. La I Commissione del Consiglio Superiore della Magistratura va verso l'archiviazione sullo scontro tra Bruti Liberati e Robledo. Secondo l'autogoverno della magistratura non ci sarebero gli estermi per l'avvio della procedura di trasferimento né del procuratore capo né del procuratore aggiunto. La tesi che sembra prevalere in seno al Csm è che l'autonomia e l'indipendenza dei magistrati  dell'ufficio milanese e delle loro funzioni non è stata compromessa. Molto rumore per nulla, insomma? Il sospetto viene, visto che questo Csm è in scadenza a giugno. Ricordandosi, per altro, le parole del vicepresidente Michele Vietti intervistato negli scorsi giorni da La Stampa, qualcuno potrebbe anche pensare che l'autogoverno della magistratura voglia chiudere in fretta una questione che non solo ha posto ombre inquietanti su una delle procure più importanti d'Italia ma che rischia anche di paralizzare indagini e processi già in corso. 

...MA CON CRITICHE - Ma, da quanto emerso, il Csm non si limiterà ad archiviare l'indagine. Verrano infatti segnalate delle "criticità", legate in particolare all'assegnazione dei fascicoli. I punti in discussione sono sempre gli stessi: il presunto scavalcamento di Ilda Boccassini ai danni del dipartimento per i reati della pubblica amministrazione guidato da Robledo nel caso Ruby, la ritardata iscrizione nel registro degli indagati di Roberto Formigoni e soprattutto il fascicolo Sea-Gamberale che sarebbe stato "dimenticato" in qualche cassetto della procura mentre l'asta era aperta per poi ricomparire ad asta chiusa e cioè quando, secondo Robledo, non poteva più essere utile. La commissione potrebbe, contestualmentre all'archiviazione del fascicolo, trasmettere gli atti ai titolari dell'azione disciplinare. In quel caso gli atti arriverebbero sulla scrivania del pg della Cassazione che potrebbe avviare un iter disciplinare. Ma potrebbero arrivare anche alla V Commissione, quella cioè che si occupa della conferma degli incarichi direttivi.

IN ARRIVO LA SVOLTA? - Ed ecco qui il nodo. Il finale di partita, anche con l'archiviazione del Csm, sarebbe rimandato. In gergo calcistico si potrebbe dire che il risultato potrebbe cambiare ben oltre il novantesimo. Già, perché il mandato di Bruti Liberati è in scadenza a luglio. E al momento della riconferma o meno la V Commissione non potrà non tenere conto di quello che è successo. Fonti vicine al Csm prevedono che "Bruti Liberati non sarà confermato nel suo incarico, così come Robledo". Sostanzialmente, il Csm cercherebbe di mettere a tacere, con l'archiviazione, la questione nell'immediato per poi agire a fari spenti quando le polemiche si saranno placate e i processi e le indagini saranno ripresi a pieno ritmo. Che cosa accadrà a quel punto? "Bruti Liberati potrebbe anche decidere di andare in pensione e a Milano arriverà un esterno". Un esterno alla guida della procura di Milano. Un evento epocale, visto che ormai da decenni il capo dell'ufficio veniva scelto internamente. Se davvero Bruti Liberati, storico esponente della corrente di sinistra Magistratura democratica, non fosse riconfermato, spiega sempre la stessa fonte, "i rapporti di potere interni cambierebbero". Ci saranno conseguenze anche per Ilda Boccassini, descritta da Robledo come in grado di rendere persino succube Bruti LIberati? La prima risposta arriverà a breve, ma la seconda, quella più importante, la conosceremo tra poco più di un mese.

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