“Ringrazio tutti coloro che mi hanno aiutato: senza il loro supporto non avrei avuto la forza di arrivare fino a qui. Ringrazio in particolare mio padre, i miei avvocati e i miei familiari – esordisce Raffaele Sollecito nella conferenza stampa-. Mi sento come un sequestrato tornato alla libertà dopo sette anni e cinque mesi. Il mio sequestro è stato insopportabile. Sono stato additato come un assassino, senza uno straccio di prova. La mia famiglia è stata fatta a pezzi, sbriciolata. Non è vero che non mi aspettavo questa sentenza: questa sentenza doveva finire così. Ora torno alla vita”.
Su Amanda Knox: “Ho sentito Amanda e siamo entrambi molto felici. Anche lei ha festeggiato con la sua famiglia” spiega Raffaele, che poi minimizza lo spessore di quel rapporto: “Tra me e Amanda solo una relazione d’affetto. Auguro a lei ogni bene”. Su insistenza dei giornalisti, Raffaele descrive la “breve conversazione telefonica” intercorsa con l’ex imputata americana, “conclusa con un augurio per il futuro. Non ho programmi di vederla, non so se mai succederà, non c’è in me questo desiderio. E’ rimasto fra noi solo un rapporto di amicizia, uno come tanti”.
Come Amanda, “forse scriverò un libro, ora voglio dimenticare. Ringrazio i giudici che mi hanno risarcito di tante sofferenze, la ferita non smetterà mai di sanguinare, non si cicatrizzerà mai. Sono completamente estraneo a tutta questa vicenda. Il dolore è ancora presente, se guardo l’esito finale la giustizia ha funzionato”. Sulla famiglia di Meredith: “mi dispiace sia delusa” commenta con amarezza Raffaele, invitando i cari della ragazza britannica a ritrovare un po’ di serenità perché “la sentenza è la verità, questa volta la sentenza è coincidente con la realtà dei fatti. Spero che loro riconoscano questa verità dei fatti. Meredith la conoscevo poco, non avevo motivo per avere dell’astio e per rendermi partecipe di un delitto tanto orribile. Guede non lo conosco affatto”.
Sulla gogna mediatica: “Non accetterò più di essere definito un assassino e mi tutelerò nelle sedi opportune nel caso ce ne fosse bisogno” dice deciso il ragazzo, denunciando nel contempo la “paura per il fortissimo livore, per un disprezzo che è nella carte e che non mi so spiegare. Ho percepito l’odio verso me e la famiglia. Ho una lista infinita di momenti brutti. 7 anni e 5 mesi è un tempo infinito quando si vive in una tragedia infernale che fa parte della tua esistenza. Tra i momenti più brutti, quello del mio arresto. Ma quando ero recluso, la certezza della mia innocenza mi permetteva di sperare che prima o poi giustizia sarebbe stata fatta. Grazie a mio padre, ai miei avvocati e ai miei familiari, tutti hanno contribuito in maniera decisiva per l’esito del processo”.
Avvocato Bongiorno, valuteremo istanza risarcimento – “Nelle prossime settimane valuteremo eventuali istanze relative all’ingiusta detenzione”. Lo ha detto uno dei legali di Raffaele Sollecito, Giulia Bongiorno, spiegando che eventuali azioni di “risarcimento e responsabilita’ civile non saranno alimentati da sentimenti di vendetta che non sono presenti nell’animo di Sollecito”. Quanto alla responsabilita’ civile dei magistrati inquirenti, “quello della responsabilita’ civile dei magistrati e’ un istituto serio che non va esercitato con spirito di vendetta – ha aggiunto il legale – e allo stato non ci sono iniziative di questo genere”.



























