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Tangenti e coop rosse, si indaga sull’Icsa di Minniti

Tangenti e coop rosse, si indaga sull’Icsa di Minniti
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Per D’Alema 87 mila euro dalla coop rossa. I pm potrebbero interrogarlo. La Procura di Napoli indaga sull’Icsa, la fondazione presieduta dal sottosegretario Minniti e fondata da Cossiga. D’Alema indignato: “Serve una legge per tutelare i non indagati”. L’Anm invita tutti a “pensare ai reati e non alle polemiche”

“Serve un intervento legislativo per tutelare l’onorabilità delle persone non indagate, per proteggerle da campagne diffamatorie come questa che mi vede protagonista, me e la mia famiglia.  E’ falso che ho ricevuto bonifici per 87mila euro,  per questo a partire da oggi abbiamo cominciato a muovere la carta bollata e a intraprendere azioni legali contro quanti hanno avviato questa campagna scandalistica priva di qualsiasi fondamento”.  Lo ha detto Massimo D’Alema  parlando ai giornalisti prima dell’incontro nel foyer del teatro Petruzzelli per la presentazione di un libro. L’ex premier si è reso disponibile a rilasciare due battute sulla vicenda dell’inchiesta che ha travolto la cooperative Concordia e che vede il suo nome comparire nelle carte in riferimento all’acquisto delle bottiglie di vino prodotte dalla famiglia, dei suoi libri e ai versamenti alla Fondazione ItalianiEuropei. L’Anm invita tutti a “pensare ai reati e non alle polemiche“.

 “Ho già avuto modo di esprimere tutta la mia indignazione – ha esordito D’Alema – per la divulgazione di notizie che riguardano persone a me vicine che non sono indagate, messe in collegamento con un’indagine con cui non hanno nessuna attinenza. Questo episodio conferma quanto affermato oggi dal vicepresidente del Csm, ossia che occorrono delle norme per tutelare i non indagati. Perché rendere pubbliche in un atto giudiziario cose private di persone come mia moglie?”. Quanto alla Fondazione di cui è presidente, ha precisato: “Definirmi beneficiario dei contributi raccolti dalla Fondazione ItalianiEuropei di cui risulto essere presidente pro tempore a titolo gratuito è un’affermazione falsa che ha solo carattere diffamatorio. Quello che sta accadendo, mi costringe a denunciare, cosa che cominceremo a fare da oggi, quanti, organi di stampa, televisioni e radio, singoli giornalisti, si sono esercitati a dire cose false e palesemente diffamatorie”.

 “Io sono sempre a disposizione della giustizia – ha detto – sinceramente non ho nulla da dire, quello che avevo da dire l’ho già detto ai giornali, non c’era nessun segreto particolare. Se ritenessero tuttavia di dovermi sentire, sono sempre stato a disposizione della giustizia. In qualsiasi circostanza abbiano ritenuto di dovermi sentire. Questo è accaduto diverse volte, come testimone, e qualche volta è accaduto anche come indagato poi prosciolto, magari dopo molto tempo”.

Vino e fondazione, per D’Alema bonifici per 87 mila euro dalla coop rossa. Ora i pm potrebbero interrogarlo. La Procura di Napoli indaga anche sull’Icsa, la fondazione presieduta dal sottosegretario Marco Minniti e fondata da Cossiga. Citata anche l’Agenzia Spaziale Italiana. Il giallo del telefonino di Renzi.

Secondo il Fatto Quotidiano la fondazione Icsa ha ricevuto dalla cooperativa rossa al centro dello scandalo di Ischia un contributo di 20 mila euro per motivi che i magistrati cercheranno di appurare. Nell’ordinanza c’è un’intercettazione di Simone che dice a un altro manager della Cpl Concordia perché valga la pena finanziare l’Icsa e l’utilità nel fare pubbliche relazioni e affari. L’Icsa è stata fondata da Minniti e Cossiga ed è molto vicina alle forze armante e ai servizi segreti. Simone cita anche l’Agenzia Spaziale Italiana e altri enti omissati dai magistrati.

Intanto il Corriere fa i conti in tasca a D’Alema, scrivendo che all’ex leader sarebbero andati bonifici per 87 mila euro”. Ora i pm potrebbero ascoltarlo per capire i legami con Cpl Concordia. Prosegue intanto anche il giallo del telefonino di Renzi intestato secondo il Fatto alla Fondazione Open di Carrai e non ai Servizi segreti come accade solitamente con i premier.

Certificati antimafia e soffiate: la rete di Simone – Per le certificazioni antimafia la “Cpl Concordia” – scrive il Corriere della Sera – poteva contare sull’assistente del prefetto di Modena. Per l’agevolazione nelle procedure degli appalti si rivolgeva invece a politici e amministratori pubblici, mentre alti esponenti delle forze dell’ordine erano a disposizione per fornire informazioni sulle indagini in corso. I carabinieri del Noe lo evidenziano nell’informativa consegnata ai magistrati della procura di Napoli che hanno chiesto e ottenuto l’arresto del sindaco di Ischia Giuseppe Ferrandino, dei vertici della cooperativa, compreso il presidente Roberto Casari, e del consulente Francesco Simone per associazione per delinquere, corruzione, turbata libertà degli incanti, riciclaggio, emissione di fatture per operazioni inesistenti.