Raramente un’opera infrastrutturale, più o meno importante è entrata nell’immaginario collettivo sotto le spoglie di uno psico-dramma nazionale, naturalmente quasi nessuno ne conosce il significato, l’entità e il progetto, oltre alle ovvie ricadute positive o negative in caso di realizzazione. Lo stesso super-esperto e in Italia oltre ad essere allenatori della nazionale e raffinati commentatori politici, ce ne sono svariati milioni, assomiglia a un attore d’altri tempi che gioca molto col suo ruolo, e immagina di parlare ad una platea di sprovveduti studenti del primo anno di Ingegneria.
La Tav si farà, anzi no, forse si cambierà, insomma anche in questa situazione topica per il programma sacro del governo,la compagine giallo-verde ha dimostrato di essere una forza poli-politica esaustiva che riassume in se tutti i ruoli: il Si, il No e il Forse. Un capolavoro sociologico dove tutto si risolve mantenendo le posizioni originarie a dando al linguaggio l’abbrivio per comunicare il compromesso come una vittoria condivisa,qualcuno se ne andrà,altri si rafforzeranno, ma questo non cambierà la sostanza.
Quest’ultimo anno, nel bene, per gli adoratori e spesso nel male, per il Piddì, è cambiata la prassi delle scelte programmatiche, e in un paese pur fantasioso e imprevedibile come il nostro rappresenta una vera novità. Nessuno conosce la vera evoluzione di questo super-progetto, e lasciamo perdere i Professoroni super-bolliti, la Politica torna in cattedra, si assume rischiosissime responsabilità, oscura l’incazzatissima società civile, e decide seguendo, i bisogni nazionali, ma con lo sguardo personalistico della parte, sogno irrealizzato di tutti i governanti
La Triade Conte/Salvini/Di Maio, continua a narrare un Paese in cui tanti si riconoscono, e cambiano regole apparentemente immutabili, è una vera novità che rende il Progetto-Italia, interessante, nuovo, coraggioso, sempre in attesa di un’alternativa che oggi ci sembra più lunga della realizzazione dell’Opera.

