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Culture
Antonio Marras e il vocabolario Zingarelli: "La cultura va di moda". Mostra
Camille Claudel - antonio marras ©daniela zedda

Da domani, giovedì 8 novembre, lo spazio Nonostante Marras presenta la mostra "La cultura va di moda", nata nell’ambito del progetto della Casa Editrice Zanichelli rivolto alla sensibilizzazione sulla lingua, italiana e straniera.

Il progetto “La cultura va di moda” è iniziato a ottobre 2018 direttamente sui marciapiedi di varie città italiane, promuovendo in forma di graffiti urbani con l'hashtag #laculturasifastrada, occasioni di riflessione sulle capacità di espressione, confermando l’editore nel proprio ruolo di educatore e divulgatore.

Ma la cultura è anche moda e arte: dalla strada alla passerella e Zanichelli ha chiesto ad Antonio Marras di plasmare il vocabolario di italiano per eccellenza: lo Zingarelli. 

Un connubio inedito accomunato dalla volontà di diffondere la cultura e dalla convinzione che, come dichiara lo stesso Marras: “La cultura non è mai andata fuori moda. È qualcosa di così connesso con la nostra esistenza che non se ne può fare a meno. È come l'aria. Credo che il mio lavoro implichi un'aderenza alla realtà e quindi alla cultura che ci circonda. Quel che ho provato a fare nel tempo è far dialogare questa disciplina che è la moda con altre discipline: arte, danza, poesia, cinema, teatro, letteratura.”

Il risultato sono 16 opere d'arte originali nelle quali la materia del vocabolario è stata trattata e fusa con altri elementi. 

Antonio Marras, motiva con entusiasmo questo progetto e aggiunge: “L'urgenza di tradurre in segno quel che c'è intorno e dentro di me, nel tempo, si è fatta sempre più pressante… Un foglio bianco, piccoli spazi di pagine già scritte, quaderni usati, vecchie copertine di libri, carta o cartone, cartoline, brandelli di stoffa, tutto chiede di essere riempito. Da incosciente quale sono un vocabolario diventa l’oggetto ideale per raccontare, fuori dalle righe, fuori dai margini. Linee, disegni, pasticci, garze, fil di ferro, cemento, occhi di bambola, soldatini, bruciature, spine, suture, bulloni, trasferibili, sono le mie parole inespresse, il codice attraverso cui si materializza il mio mondo. Accumuli, stratificazioni, assemblaggi si oppongono a levare, sottrarre, ridurre.  Lottano contro la platitude, la piattezza, la banalità, il luogo comune. Vince l’eccesso, l’eccentricità.”

Per l'occasione negli spazi di Nonostante Marras sarà allestito un vero e proprio percorso museale in cui le 16 opere, protette da teche, saranno visibili fino al 21 novembre. 

Otto di questi oggetti artistici saranno protagonisti di una serata a invito il 13 novembre al Mudec-Museo delle Culture di Milano, nel ristorante dello chef stellato Enrico Bartolini, dove si terrà un'asta di beneficenza. Madrina della serata sarà Geppi Cucciari che presenterà il progetto e le opere. 

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