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Culture
Cultura, morto Alessandro Leogrande, scrittore dei mali del Sud

Un aneurisma o forse un infarto - lo stabilira' piu' esattamente l'autopsia - ha stroncato nella sua casa di Roma, all'eta' di 40 anni, lo scrittore, saggista e giornalista Alessandro Leogrande, nato a Taranto. Ieri mattina era stato in Puglia, a Campi Salentina (Lecce) per la rassegna "La citta' del libro", poi era tornato a Roma. Leogrande e' stato uno scrittore molto attento al Mezzogiorno e i titoli dei suoi libri rendono chiaro il suo impegno anche sociale: Leogrande ha infatti pubblicato, con L'Ancora del Mediterraneo, "Un mare nascosto, Le male vite. Storie di contrabbando e di multinazionali, Nel paese dei vicere'. L'Italia tra pace e guerra". Per Strade Blu Mondadori, invece, "Uomini e caporali. Viaggio tra i nuovi schiavi nelle campagne del Sud", col quale ha vinto il premio Napoli-Libro dell'anno, il premio Sandro Onofri, il premio Omegna e il premio Biblioteche di Roma. Per Feltrinelli e' invece uscito "Il naufragio. Morte nel Mediterraneo", con cui ha vinto il premio Ryszard Kapuciski e il premio Paolo Volponi. Col suo ultimo libro, "La frontiera", con il quale ha vinto il premio Pozzale Luigi Russo.

Leogrande ha anche curato diverse antologie: con Goffredo Fofi, direttore de 'Lo Straniero', l'antologia "Nel Sud senza bussola. Venti voci per ritrovare l'orientamento" (L'Ancora del Mediterraneo) e la raccolta di racconti sul calcio "Ogni maledetta domenica" (minimum fax).
Leogrande scriveva degli aspetti dolorosi che il Sud aveva e mostrava come l'immigrazione, lo schiavismo nelle campagne e lo sfruttamento dei migranti.

Ha commentato il padre, Stefano Leogrande: "Si e' impegnato in difesa degli ultimi e dei ferocemente sfruttati nei piu' diversi contesti: nell'ambito del caporalato, degli immigrati, dei desaparecidos in Argentina, ed ovunque ci sia stato un sopruso".

Leogrande era anche collaboratore del 'Corriere del Mezzogiorno', edito col 'Corriere della sera', dove ha pubblicato negli ultimi anni molte analisi sul caso Ilva all'indomani del sequestro giudiziario dell'acciaieria nel luglio del 2012.

La sua improvvisa scomparsa ha avuto vasta eco nella sua citta' d'origine, Taranto, dove Leogrande era conosciuto e apprezzato. Ha dichiarato il sindaco di Taranto, Rinaldo Melucci: "Sono notizie che trafiggono e lasciano increduli, immobili. Non conoscevo personalmente Alessandro Leogrande ma avevo letto i suoi scritti, i suoi lavori impegnati, le inchieste. Se ne va un tarantino sensibile e illuminato - dichiara il sindaco -. Un mio coetaneo, un ex studente del liceo Archita nel quale sarebbe giusto intitolargli una sala: mi impegno affinche', a lavori finiti, ci sia uno spazio che lo ricordi. Proprio li', nel liceo dove si e' formata la sua cultura, la sua personalita'. Alla famiglia di Alessandro l'abbraccio del sindaco e della Amministrazione tutta". Cordoglio e' stato espresso anche dal presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, e dal sindaco di Bari, Antonio Decaro.

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