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Culture
DANSE MACABRE, di Stephen King, Frassinelli

“Vi invidio per il viaggio che state per iniziare, dai miliardi di seducenti diramazioni e inebriante come la droga migliore, con la differenza che non fa male. Non troppo. Però crea assuefazione, fidatevi”, con queste parole conclude Giovanni Arduino l’introduzione del libro “Danse macabre”, scritto da Stephen King.
Certamente, c’è da fidarsi delle parole di Arduino soprattutto per la maestria di King, incontrastato maestro dell’horror del XX secolo. Chi è amante del genere lo conoscerà, e amerà anche quest’ultimo romanzo edito da Frassinelli.

Stephen King racconta una delle sue storie più coinvolgenti e stimolanti, quella di un mondo, e dei suoi abitanti, nel quale si è conquistato un posto d'onore e verso il quale continua a nutrire rispetto, curiosità e amore. Celebra l’horror come una danza, animato da spirito dionisiaco, o meglio demoniaco. Sorprende, ammalia, coinvolge “Danse macabre” in versione rivista e aggiornata a cura di Giovanni Arduino.
Il titolo sembra saggiamente richiamare “la danza macabra”, un archetipo letterario e un motivo iconografico che racchiudono le due pulsioni ancestrali “Amore” e “Morte”, “Eros” e “Thanatos”, la vita che si esprime nella danza per esorcizzare la morte. Nata nel tardo medioevo, “Dance macabre” è stato anche il titolo della poesia di Charles Baudelaire, il poeta maledetto. E chissà,  forse anche lo stesso Stephen King, potrebbe essere annoverato tra gli scrittori maledetti.

Creativo, bizzarro, geniale nel narrare la morte, ironizzare su di essa e sulle storture della vita. infatti si legge: «In questo saggio ho spesso ribadito che sotto molti punti di vista l’horror è un’esperienza positiva, ottimistica, e che una mente tenace affronta sovente in tale maniera problemi tremendi all’apparenza soprannaturali ma in realtà fin troppo reali. La paranoia potrebbe costituire l’ultimo e più saldo bastione di una visione così fiduciosa; è la mente che urla: “Si tratta di un avvenimento razionale e comprensibile! È assurdo che queste cose accadano e basta!» (p. 349).
Assurdo o no, leggere questo libro, se pur lontanissimo dai generi letterari amati dalla sottoscritta, ha provocato una piacevole sorpresa e ha destato diverse sensazioni così come si augura l’autore Stephen King, tutto, amore, dolore, rabbia, dovere, piacevolezza, ma mai noia: «Mi vanno bene tutte le reazioni, solo la noia no, quella non la vorrei». Ed appare complicato annoiarsi con il romanzo “Danse macabre”, di Stephen King.    
   

 

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