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Economia
Tutta la verità sul tonfo della Borsa cinese. "Niente panico anzi..."


Di Alberto Maggi (@AlbertoMaggi74)


"La Cina, probabilmente, ha truccato i propri conti. Diciamo che tutta la loro crescita che hanno sbandierato finora era un tantino taroccata e quello che hanno comunicato all'esterno non era del tutto vero". Massimo Gionso, consigliere delegato di Cfo Sim, analizza con Affaritaliani.it le conseguenze della crisi sui mercati cinesi. "A questo punto la crescita inferiore alle aspettative della Cina si rifletterà in particolare sulle materie prime. La domanda di petrolio, con una Cina che cresce meno del previsto, resterà bassa con un offerta alta, visto l'accordo tra Iran e Stati Uniti. La conseguenza sarà che il prezzo del greggio resterà ai livelli attuali, molto bassi, per lungo tempo".

"Sui mercati finanziari - spiega Gionso - nel breve periodo è normale un effetto emotivo ma poi, anche se la Borsa cinese crolla, da qualche parte i capitali devono pure andare e gli investitori inizieranno a guardare ai mercati con maggiore possibilità. E, viste le prospettive di crescita, l'Europa è certamente la zona più interessante".

"L'obbligazionario rende poco o niente, ormai, e sarà così per lungo tempo. Soprattutto con la prospettiva di un rialzo dei tassi di interesse prima negli Usa e poi in Europa", afferma Gionso. "Posizionarsi sui bond non è quindi una scelta corretta e vincente. L'equity è al momento il settore più interessante. Via dall'Asia, anche se il Giappone resta interessante per la svalutazione dello yen, sul medio termine preferisco le Borse europee. Un portafoglio ideale potrebbe essere: un terzo di Europa (Stoxx 600), un terzo di Dax (in Germania hanno molto peso i titoli industriali che sono i primi a partire con la ripresa) e un terzo di listino italiano (molto esposto su finanziari e in particolare bancari)".

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