Banco Bpm ha chiuso il primo trimestre con un utile netto di 152 milioni, in calo del 2,4% rispetto allo stesso periodo del 2019. Il risultato, che include 70 milioni di nuove rettifiche su crediti performing per far fronte all’impatto della pandemia Covid-19, e’ superiore alle attese degli analisti, pari a 110 milioni. I proventi operativi sono saliti dell’8,8% a 1,16 miliardi, con margine di interesse a 474 milioni (-5%) e commissioni nette a 440,6 milioni (+1,4%).
Quasi triplicato il risultato netto finanziario, a 206,8 milioni, grazie ‘all’impatto della variazione del proprio merito creditizio, innescato dalla crisi conseguente all’epidemia Covid-19, sulla valutazione al fair value dei certificates emessi da Banca Akros, che ha comportato la rilevazione di un provento pari a 206 milioni’. Gli oneri operativi sono scesi del 3,2% a 635 milioni, per un rapporto cost/income diminuito al 54,7%. Quanto alla solidita’ patrimoniale, il coefficiente Cet1 phased-in e’ al 14,4%, mentre il dato fully phased e’ al 12,9%.
Proseguendo nell’analisi del conto economico, le rettifiche su crediti sono complessivamente piu’ che triplicate a 213,2 milioni. Il risultato lordo dell’operativita’ corrente e’ salito a 309,6 milioni dai 252 del primo trimestre 2019. Quanto all’andamento degli aggregati patrimoniali, la raccolta diretta e’ salita del 2,4% da fine 2019 a 111,5 miliardi.
La raccolta indiretta al netto dei certificates a capitale protetto e’ invece pari a 82,2 miliardi, in calo dell’8,4% nel confronto con il 31 dicembre 2019, ‘sostanzialmente per l’andamento negativo dei mercati’. Gli impieghi netti verso la clientela ammontano a 108 miliardi, in crescita del 2,1% da fine 2019. Le esposizioni nette deteriorate sono pari a 5,4 miliardi, in diminuzione del 2,1% dal 31 dicembre e del 17,6% in un anno. L’indice di copertura dell’intero aggregato dei crediti deteriorati si attesta al 45%, in linea con il 31 dicembre 2019 e contro il 43,6% del 31 marzo 2019.

