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Bce/ L’aiuto di Draghi a Renzi. “Spread sotto i 100 punti”

Bce/ L’aiuto di Draghi a Renzi. “Spread sotto i 100 punti”
Bce/ L’aiuto di Draghi a Renzi. “Spread sotto i 100 punti”
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Bce/ L’aiuto di Draghi a Renzi. “Spread sotto i 100 punti”
Gregorio De Felice ape
 

di Andrea Deugeni
twitter11@andreadeugeni

“La Bce potrebbe comprare circa 85 miliardi di Btp, il 5,7% dei titoli di Stato italiani in circolazione”. Lo spiega ad Affaritaliani.it l’economista Gregorio De Felice (nella foto a sinistra), responsabile della Direzione Centrale Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo, intervistato sulle modalità dell’imminente avvio del quantitative easing (QE) dell’Eurotower sui titoli di Stato.

Secondo l’esperto le mosse di Mario Draghi “faranno scendere lo spread Btp-Bund sotto i 100 punti base e porteranno il tasso di cambio vicino a 1,12-1,13 usd, con uno 0,4% di crescita aggiuntiva per il Pil dell’area euro”. E rivela: “I bond potrebbero essere un modo per fare pressione su Tsipras e portarlo così a più miti consigli” .


L’INTERVISTA

Il 22 gennaio la Bce dovrebbe partire con gli acquisti di titoli di Stato all’interno del programma di quantitative easing. Con quali modalità procederà il presidente Mario Draghi?
 “Draghi ha annunciato l’obiettivo di far salire il bilancio della Bce di un trilione di euro (1.000 miliardi, ndr) rispetto al 2012. I dettagli sono ancora molto incerti. Con le prime due Tltro, l’Eurotower ha immesso nel sistema liquidità per 212,4 miliardi di euro. Ce ne saranno altre sei di circa 50 miliardi ciascuna, per un totale di 300 miliardi che sommati ai 212,4 di prima e al netto dei 285 delle vecchie Ltro che verranno prossimamente a scadenza fanno circa 227 miliardi di liquidità che arrivano dalla sottovoce Tltro. A questi, bisogna aggiungere gli acquisti in corso di covered bond e di Abs, programma complessivo, nella migliore delle ipotesi, da altri 250 miliardi circa. Di conseguenza, per arrivare al trilione di euro, il quantitative easing dovrebbe essere non inferiore ai 500 miliardi di euro”.

Con quale ritmo avverranno gli acquisti?
 “Draghi potrebbe annunciare un target complessivo di 500 miliardi oppure, come ha fatto la Federal Reserve in tutti questi anni, uno mensile, nel caso europeo da 50 miliardi. In passato, il presidente della Bce non ha mai fissato un target di flussi mensili. E’ più probabile, dunque, che Draghi indichi un ammontare totale”.

In che modo verranno comprati i titoli di Stato dei Paesi Ue?
 “Molti esponenti della Bce e, in particolare il vice di Draghi Victor Constancio, hanno fatto capire che i bond verranno acquistati proporzionalmente alle quote di capitale del patrimonio dell’Eurotower possedute dai Paesi membri e non per la percentuale di obbligazioni presenti invece sul mercato”.

Cosa significa per l’Italia?
 “Per un Paese come il nostro, che ha tantissimi titoli in circolazione (1.600-1.700 miliardi circa, ndr), Francoforte ne comprerebbe per 85 miliardi, il 5,7% dei bond italiani emessi. Nell’altra ipotesi, meno probabile, verrebbe comprato il 9%, percentuale che è pari a 135 miliardi”.

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gregorio de felice 800
De Felice con il consigliere delegato di Intesa Sanpaolo Carlo Messina

Ma chi acquisterà nominalmente i titoli? La Bce o le banche centrali nazionali che poi quindi se ne assumeranno anche il rischio?
 “E’ una questione delicata. L’Eurotower potrebbe anche adottare una formula mista: i titoli dei Paesi ad alto rating verrebbero comprati dalla Bce, mentre quelli dei Paesi dove il rating è più basso verrebbero acquistati dalle banche centrali nazionali  o da queste garantiti. Da questo punto di vista, sarà molto importante valutare il caso greco”.

Perché?
 “La riunione della Bce è fissata in calendario per il 22 gennaio, tre giorni prima delle elezioni politiche in Grecia. Lo strumento degli acquisti di titoli di Stato da parte della Bce potrebbe essere un modo per fare pressione sul leader di Syriza Alexis Tsipras e portarlo così a più miti consigli”.

Perché?
 “Le idee radicali di Tsipras metterebbero fortemente a rischio il sistema bancario greco. E’ il pericolo maggiore visto che il grosso del debito ellenico è detenuto dalle istituzioni internazionali o da altri governi europei. Ipotizzando che Syriza non arrivi al 40%,  la Bce potrebbe mettere grande pressione a Tsipras e ai suoi alleati di governo, decidendo di comprare direttamente anche i titoli di Stato ellenici. Le banche greche rischierebbero se i titoli di debito di Atene rimasti ancora nei propri portafogli non fossero più consegnabili alla Bce perchè l’Eurotower non intende assumersi in futuro il rischio di comprare qualcosa che poi potrebbe essere tagliato o riscadenziato”.

C’è anche un altro aspetto da tenere in considerazione: facendo entrare in gioco le banche centrali non si rischia di minare l’idea stessa dell’Unione Monetaria?
 “Sì e ne verrebbe fuori anche un QE un po’ annacquato rispetto alle attese del mercato. Modalità che non farebbe altro che deludere gli investitori e che innescherebbe, almeno nell’immediato, una fase di storno finanziario”.

Quali sono gli effetti stimati del QE su alcune variabili come spread, tasso di cambio euro/dollaro e Pil dell’Eurozona?
 “Dipenderà da come verrà realizzato. Se il rischio rimarrà tutto in capo a Francoforte, gli effetti saranno più forti: lo spread Btp-Bund scenderebbe sotto i 100 punti base e il tasso di cambio potrebbe avvicinarsi a 1,12-1,13 usd. Se al contrario la Bce condividerà il rischio con le altre banche centrali, inizialmente si potrebbe addirittura generare un effetto negativo sia sul cambio euro-dollaro sia sullo spread. I mercati, poi, potrebbero ragionarci sopra innescando effetti positivi, ma più limitati rispetto alla prima ipotesi di acquisto”.

E sulla crescita dell’Eurozona?
 “Qui sarà rilevante il deprezzamento del cambio euro-dollaro, non tanto l’immisione di liquidità nel sistema: se il cambio scendesse verso quota 1,12-1,13 usd, la crescita aggiuntiva del Pil potrebbe essere di uno 0,4%”.

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Chi si opporrà all’acquisto di titoli di Stato?
 “Come più volte annunciato, il presidente della Bundesbank Jens Weidmann assieme ai governatori delle banche centrali di Olanda e Finlandia”.

gregorio de felice
 

Come valuta, in definitiva, l’operazione, al netto delle modalità tecniche con cui avverranno gli acquisti?
 “E’ indispensabile: è l’unico strumento che oggi abbiamo per combattere la deflazione o l’inflazione negativa. Un trend diffuso ormai in tutta Europa e più forte nei Paesi a bassa crescita come l’Italia. La Bce non può assumersi il rischio di far fluttuare i prezzi in territorio negativo troppo a lungo. Sarebbe una responsabilità storica troppo grande, fattore su cui, all’interno del consiglio della Bce, Draghi farà leva per convincere i governatori contrari al programma della bontà del programma di acquisti”.