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Economia
Alberto Bombassei: bene il Job Act, ho assunto 150 persone in Italia


Di Andrea Deugeni

Alberto Bombassei, presidente della Brembo, consigliere del gruppo Fca e parlamentare di Scelta Civica, è fiducioso sull'andamento positivo del Pil italiano anche nel secondo semestre, nonostante il rallentamento delle economie emergenti (Cina, in primis) e le turbolenze estive dei mercati finanziari che hanno portato a un rafforzamento dell'euro, vanificando un po' lo sforzo espansivo della Bce sul fronte della politica monetaria. "Se non si riprenderà ai livelli precedenti lo scoppio della crisi, registrerà in maniera decisa un'inversione del trend", dice in un'intervista ad Affaritaliani.it al Forum Ambrosetti in corso a Villa d'Este a Cernobbio. "Bene l'approvazione definitiva degli ultimi quattro decreti legislativi attuativi del Job Act", aggiunge l'industriale, secondo cui "il nuovo contratto a tutele crescenti e la flessibilità sono stati decisivi per spingere le assunzioni", più degli sgravi introdotti dall'ultima legge di Stabilità. E lancia Gianfelice Rocca, presidente di Assolombarda, come prossimo numero uno della Confindustria.


L'INTERVISTA
 

Il consiglio dei Ministri ha approvato in via definitiva gli ultimi quattro decreti legislativi attuativi del Job Act, in scadenza a fine mese e portando a termine la riforma del mercato del lavoro annunciata dal premier Matteo Renzi poche settimane dopo il suo insediamento. Come valuta le nuove normative?
"Bene, apprezzo molto la scelta fatta dal ministro del Lavoro Giuliano Poletti. La mia azienda sta continuando a crescere e, quindi, ha assunto in Italia e non solo. Ma è chiaro che con la stabilizzazione fatta sulle regolamentazioni dell'assunzione ha ulteriormente stimolato quelle a tempo indeterminato per cui continueremo a farlo anche quest'anno in maniera significativa. Nel nostro Paese, nel 2015, abbiamo assunto 150 persone".

Fra gli sgravi contributivi e l'introduzione del contratto a tutele crescenti, quale fattore ha avuto l'effetto prevalente nel convincerla ad aumentare la forza lavoro nella Brembo?
"E' chiaro che la nuova normativa sul mercato del lavoro ha cambiato le regole del gioco e dato una spinta alle assunzioni a tempo indeterminato, situazione che prima non accadeva perché gli imprenditori avevano timore a dover firmare per la vita. Nell'ottica delle aziende, oggi, le cose son cambiate: il Job Act ha indubbiamente avuto degli effetti positivi e decisiva, a mio parere, è stata l'introduzione delle tutele crescenti".

Perché?
"Tipicamente, nel nostro mercato, ci sono delle commesse che uno acquisisce. Commesse di cui, normalmente, l'imprenditore non conosce la durata. Se varranno cioè per uno, due o tre anni. O, ancora, per sempre. Oggi, con questa maggiore flessibilità introdotta nel sistema, le assunzioni vengono fatte con un po' più di tranquillità dalle imprese e i dati ufficiali dell'occupazione stanno dando ragione a questa scelta".

E' infondato, quindi, il timore dei sindacati che al termine del triennio di valenza degli sgravi introdotti dalla legge di Stabilità del 2015 gli imprenditori non confermeranno le assunzioni appena fatte...
"Assolutamente sì. Ho l'impressione che i sindacati non abbiano più niente da dire se continuano a fare affermazioni del genere che non stanno nè in cielo nè in terra. Francamente, credo che non abbiano più argomenti seri. Non credo che fra tre anni i neoassunti verranno lasciati a casa, perché l'approccio degli imprenditori, soprattutto in questo momento, è quello di fare un'assunzione che, se non è per la vita, duri almeno il tempo più lungo possibile".

Questa settimana l'Istat ha rivisto al rialzo il dato sul Pil del primo e del secondo trimestre, dato, quest'ultimo, da cui emerge un livello degli investimenti e dei consumi ancora prossimi allo zero. La domanda interna, quindi, è ancora fiacca e l'aumento del Prodotto è generato soprattutto dal buon andamento delle scorte. E' fiducioso, quindi, per l'andamento positivo del Pil nel secondo semestre? Il governo centrerà il target del +0,7% fissato nel Def?
"Bisogna riconoscere al governo Renzi il merito di aver introdotto nel sistema degli incentivi per le imprese sia ad investire sia ad assumere. Al di là della battuta più o meno felice sul 'funerale della Tasi' (ride, ndr), credo che le politiche prese e quelle annunciate come il piano fiscale con una tempistica ben precisa su casa, imprese e persone fisiche aiuteranno a sostenere la ripresa e sono fiducioso che l'economia del Paese se non si riprenderà ai livelli precedenti lo scoppio della crisi, registrerà in maniera decisa un'inversione del trend".

Condivide i toni trionfalistici però con cui il premier Matteo Renzi ha accolto i numeri positivi su Pil e occupazione?
"Questo è stato eccessivo. Riconosco però che, per definizione, i toni di un premier devono essere quelli. Io sarei molto più cauto anche se apprezzo le nuove misure introdotte e annunciate, perchè credo che siano estremamente utili".

Anche la tempistica di realizzazione del piano fiscale, fissata nel 2016 per la Tasi e nel 2017 per il reddito d'impresa?
"No, anche se non la boccio. Benissimo la detassazione sull'impresa, ma capisco che sia più popolare intervenire sul prelievo sulla casa anche perché in Italia oltre l'80% delle famiglie è proprietario dell'immobile in cui vive, percui tagliare la Tasi sulla prima casa, ma non altro, è un aiuto notevole. Quella di Renzi è stata una mossa politica. Per dare un giudizio preciso e definitivo, bisognerà osservare l'effetto netto finale espansivo del taglio della Tasi e dell'Imu sulla prima casa sulla crescita del Pil".
                                                                                                 
Per concludere, chi vedrebbe bene come prossimo presidente della Confindustria, visto che il mandato di Giorgio Squinzi scadrà nel primo semestre dell'anno prossimo?
"Sono in tanti ad essere meritevoli ad assumere la presidenza. Normalmente chi si autocandida non appartiene al gruppo dei migliori. Però ci sono delle candidature autorevoli".

Può fare un nome?
"C'è un candidato che è il mio preferito ed è l'attuale presidente di Assolombarda Gianfelice Rocca. Bisogna però che sia convinto lui a fare il presidente di Confindustria".
 

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