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Corruzione, il falso in bilancio arriva in Commissione: 3-8 anni per le quotate

Il governo ha presentato in commissione Giustizia a Palazzo Madama l’emendamento sul falso in bilancio. Si procederà d’ufficio. Aumentate le sanzioni pecuniarie. Per le non quotate pena da 1 a 5 anni. Grasso: “Alleluja”

Il governo ha presentato in commissione Giustizia al Senato dove si discute del ddl anticorruzione l’emendamento del governo sul falso in bilancio. Resta la pena della reclusione da 3 a 8 anni per le societa’ quotate che commettono il reato di falso in questione esponendo consapevolmente nei bilanci e nelle comunicazioni sociali fatti materiali rilevanti non rispondenti al vero. Le societa’ non quotate vengono punite con la pena che va da 1 a 5 anni per gli stessi fatti.

Sul falso in bilancio si procede d’ufficio, tranne nei casi che riguardano le societa’ non quotate al di sotto dei limiti di fallibilita’ dove viene introdotta la procedura a querela. Sono previste poi sanzioni pecuniarie da 400 a 600 quote in caso di falso in bilancio per le societa’ quotate e da 200 a 400 per quelle non quotate. E’ quanto prevede il testo del governo che stabilisce la sanzione da 100 a 200 quote per le societa’ non quotate a cui viene riconosciuto il fatto di lieve entita’.

Entra poi nel testo del governo al ddl anticorruzione la norma sulla tenuita’ del fatto varata dall’ultimo Consiglio dei ministri che ha introdotto nel Codice penale l’articolo 131 bis che contiene l’archiviazione di alcuni fatti di lievissima entita’.

 “C’e’ una buona notizia. Alleluja. E’ stato presentato il famoso emendamento sul falso in bilancio”, ha commentato il presidente del Senato, Pietro Grasso, a margine della presentazione di un libro a Roma.

Soddisfatto il premier Matteo Renzi che ha subito twittato: “Contro corruzione proposte governo: pene aumentate e prescrizione raddoppiata. E l’Autorita’ oggi e’ Legge con pres Cantone”