II calo del prezzo del petrolio si fa sentire sui conti dell’Eni che nel terzo trimestre dell’anno ha conseguito un utile operativo adjusted di 3,03 miliardi di euro (-11,8%), oltre le stime degli analisti. L’utile netto adjusted, spiega la società del Cane a sei Zampe, è stato pari a 1,17 miliardi (+2,5%). Il cash flow operativo del trimestre si è attestato a 3,98 miliardi di euro, il piu’ elevato tra gli analoghi periodi negli ultimi 5 anni, evidenzia la società aggiungendo che nei nove mesi è stato di 9,72 miliardi di euro, +24% rispetto ai nove mesi del 2013. Il leverage si e’ attestato a 0,25 invariato rispetto al 31 dicembre 2013.
L’utile operativo adjusted dei nove mesi è stato di 9,25 miliardi (+1,2%) mentre l’utile netto adjusted sempre nei nove mesi e’ ammontato a 3,24 miliardi (+3,2%). L’utile netto e’ stato invece di 1,71 miliardi nel trimestre (-57%) e di 3,68 miliardi nei nove mesi (-36,7%). La societa’ aggiunge inoltre che nel 2013 e’ stata rilevata la plusvalenza sulla cessione del 20% della scoperta in Mozambico per circa 3 miliardi di euro.
“Sono particolarmente soddisfatto degli eccellenti risultati nella generazione della cassa, record degli ultimi 5 anni nonostante uno scenario non favorevole, conseguiti grazie agli sforzi compiuti negli ultimi mesi. Cio’ rende ancor piu’ credibile l’obiettivo di crescita della generazione di cassa dichiarato al mercato lo scorso luglio”, ha affermato l’ad di Eni, Claudio Descalzi, commentando i dati del terzo trimestre.
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“L’esplorazione continua a fornire un contributo straordinario alla crescita futura del nostro portafoglio upstream, mentre lo sviluppo della nuova produzione prevista nel quadriennio prosegue secondo previsioni cosi’ come la ristrutturazione dei business della raffinazione e del gas. Sono convinto che questa strategia ed i risultati che ne derivano siano la miglior garanzia di redditivita’ e di solidita’ per Eni in un contesto di prezzi decrescenti”, ha sottolineato.
Intanto il gruppo ha comunicato al mercato di aver effettuato una nuova importante scoperta a olio nell’offshore del Congo, nel prospetto esplorativo Minsala Marine, situato nel Blocco Marine XII a circa 35 chilometri dalla costa e a 12 chilometri dalla recente scoperta di Nenè Marine.
La scoperta, si legge in una nota, è stata effettuata attraverso il pozzo Minsala Marine 1, perforato in 75 metri d’acqua e fino a una profondita’ complessiva di 3.700 metri circa. Il pozzo ha incontrato un importante accumulo di olio leggero nella sequenza geologica clastica pre-salina di eta’ Cretacica inferiore e ha attraversato una colonna di idrocarburi di circa 420 metri. Eni stima preliminarmente il potenziale della scoperta di Minsala Marine in circa 1 miliardo di barili di olio equivalente in posto, dei quali l’80% olio.
