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Esselunga/ Patron Caprotti batte i figli anche in Tribunale

Esselunga/ Patron Caprotti batte i figli anche in Tribunale
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Nuovo capitolo della saga dei Caprotti. Nel 2004 Giuseppe Caprotti fu estromesso dall’azienda di famiglia. E nel 2011 è cominciato un interminabile scontro sulla titolarità delle azioni del gruppo. I giudici di Milano, venerdì, hanno dato ragione al padre nella parte civilistica della controversia

Sembra non avere fine la lotta fra Bernardo Caprotti e i figli Giusepppe e Violetta. Al centro del contenzioso la diatriba sul pacchetto di controllo di gruppo Esselunga, intestato prima ai discendenti e poi ripreso dal fondatore. Venerdì, come riferisce il CorSera, l’anziano imprenditore (90 anni in ottobre) ha spuntato una vittoria presso il Tribunale di Milano, che ha ritenuto “improcedibili tutte le domande esperite da Giuseppe e Violetta Caprotti nei confronti del padre Bernardo a eccezione di quelle di usucapione e di decadenza dell’usufrutto”.

A questo punto Giuseppe e Violetta, che potrebbero ancora fare ricorso, si troverebbero a pagare ben 200.000 euro di spese legali. Questo non conclude il contenzioso scoppiato fra il patron e i suoi figli nel 2011, ma è solo uno stop nella parte civilistica della controversia. I figli infatti hanno impugnato il lodo arbitrale del 2012, favorevole a Bernardo, e la successiva sentenza della Corte di Appello, che ribadiva le conclusioni del collegio. Ora si attende la pronuncia della Cassazione. La prima udienza della Suprema Corte è fissata a breve termine.