Ex Ilva, si cerca il partner italiano che affiancherà Flacks. Ma c'è anche il caso Piombino - Affaritaliani.it

Economia

Ultimo aggiornamento: 15:50

Ex Ilva, si cerca il partner italiano che affiancherà Flacks. Ma c'è anche il caso Piombino

L'esposto alla Commissione Ue per presunti aiuti di Stato

di Salvatore Isola

Ex Ilva, caccia al partner italiano di Flacks: i nomi e le trattative in corso

In questi giorni si sta decidendo il futuro dell'ex Ilva di Taranto. L'interessamento concreto degli americani di Flacks ha portato il governo a riflettere seriamente sulla proposta. Ma mentre proseguono i contatti col possibile nuovo acquirente, l'esecutivo lavora contemporaneamente anche su un altro fronte. Si cerca infatti - riporta Il Giornale - un partner italiano che affianchi Flacks in questa operazione. Michael Flacks starebbe parlando con molti grandi protagonisti delle filiere produttive che, a diverso titolo, starebbero valutando come far parte del progetto di rilancio: nel mondo industriale Fincantieri e Toto Group, nel mondo dell’acciaio Danieli, Marcegaglia, Metinvest. Non solo. A riaffacciarsi sul dossier sono anche gli azeri di Baku e gli indiani di Jindal. I player esteri che nelle gare precedenti avevano presentato delle offerte, poi per varie ragioni, tramontate.

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Ma sullo sfondo è scoppiata anche una polemica relativa a un presunto sostegno pubblico al progetto Metinvest-Danieli a Piombino, definito dal presidente di Federacciai Antonio Gozzi - prosegue Il Giornale - come "un aiuto di Stato puro". Ma il presidente di Danieli, Alessandro Brussi, ha rispedito le critiche al mittente con uguale veemenza. E ieri, con una nota ufficiale, il Codacons ha presentato un esposto ad Antitrust e Commissione europea per segnalare una possibile violazione dei principi di concorrenza da parte di un gruppo di interessi legato a Federacciai.

L'esposto del Codacons

Il Codacons ha presentato un esposto ad Antitrust e Commissione europea per segnalare una possibile violazione dei principi di concorrenza da parte di un gruppo di interessi legato a Federacciai con un effetto potenzialmente dannoso sui prezzi e sulla disponibilità dei prodotti che contengono acciaio: dalle automobili, agli elettrodomestici fino ai materiali da costruzione. Al centro dell’esposto diverse dichiarazioni di Federacciai volte a contrastare il progetto Metinvest Adria per la realizzazione di un polo siderurgico a Piombino, un progetto dal valore strategico che ha incassato un sostegno bipartisan, nonché il placet di istituzioni, sindacati e associazioni di categoria, e che il 10 luglio scorso si è concretizzato nella firma di tre accordi fondamentali: l’Accordo Quadro che ha visto il coinvolgimento del Ministero del Lavoro e dei sindacati, l’Accordo di Programma tra Metinvest, Danieli, Ministero delle Imprese e del Made in Italy, Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Regione Toscana, Provincia di Livorno, Comune di Piombino e le altre istituzioni coinvolte, e l’Accordo di Sviluppo in base al quale Invitalia ha garantito il proprio supporto sulla base dei Contratti di Sviluppo per la tutela Ambientale.

Inoltre il progetto avrebbe un impatto positivo sia sulla produzione di coils, dimezzando (quasi) il fabbisogno di importazione del Paese, sia sulle emissioni di CO2, emettendone un ventesimo di quelle che si registrano con la produzione in altoforno. Quello di Federacciai – spiega il Codacons – sembra più che altro il tentativo di tutelare la posizione di vantaggio di poche acciaierie elettriche, in netto contrasto con gli interessi di 30mila operatori di filiera e quindi di tutti i consumatori che potranno beneficiare di maggiore concorrenza quando l’impianto di Piombino diventerà realtà.

Un ecosistema siderurgico competitivo e ben organizzato infatti abbassa i prezzi, promuove innovazione e qualità in molti settori industriali, con un impatto positivo (diretto e indiretto) sulla vita quotidiana dei consumatori. Alla luce di queste motivazioni il Codacons ha chiesto ad Antitrust e Commissione europea di valutare l’apertura di una istruttoria per accertare l’eventuale sussistenza di condotte idonee a configurare un possibile abuso di posizione dominante e trasmettere, dove necessario, gli atti ad altre autorità competenti.

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