
@andreadeugeni
Prima Bnl a Bnp-Paribas. Poi Bulgari a Louis Vuitton. Ancora Parmalat a Lactalis e Edison ad Edf. Ora, Pomellato va a Ppr del paperone francese François Henry Pinault sposato con l’attrice Salma Hayek. Un altro pezzo del made in Italy d’eccellenza, dunque, sta per fare le valige ed andarsene Oltralpe.
Secondo quanto risulta a Pambianconews, magazine online sulla moda, il gruppo orafo fondato da Pino Rabolini ha accantonato definitivamente il progetto quotazione accarezzato fin dal 2011 e le avances di alcuni fondi sovrani, di Swarosky e Prada per portare avanti invece le trattative di cessione con il gruppo ai francesi di Ppr. Cessione che avverrebbe a un multiplo di 15 volte l’ebitda, una risposta all’acquisto di Bulgari da parte dell’eterno rivale nel lusso di Lvmh.
Rabolini, imprenditore vicino agli 80 anni, risolverebbe così il problema del passaggio generazionale di un gruppo che lo vede ancora socio di maggioranza, accanto a un 10% della società in mano all’amministratore delegato Andrea Morante, mente un altro 18% fa riferimento alla famiglia Damiani, altro gruppo concorrente nel settore dei gioielli entrato nel 2002 nel capitale di Pomellato attraverso la holding Sparkling (nella foto l’attrice Anne Hataway, grande fan di Pomellato).
Per Ppr, invece, l’acquisizione del brand italiano, oltre a rilanciare sui cugini francesi di Lvmh dopo Bulgari, significherebbe anche rafforzarsi in un segmento in cui il gruppo guidato da François Henry Pinault ha margini di crescita .
Oggi, la scuderia transalpina di gioielli e orologi è rappresentata dai marchi Boucheron e Girard Perregaux (con Jean Richard). Non più tardi dello scorso novembre, Pinault aveva parlato espressamente di “monitorare attentamente i settori in cui non siamo presenti”. Secondo il bilancio 2012 di Ppr, su un fatturato di 6,2 miliardi di euro, orologi e gioielli valgono rispettivamente il 5 e il 4% del giro d’affari complessivo.
