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Mondadori? Un affare in Borsa. Rumor: Preatoni in pole

La casa editrice di Segrate capitalizza appena 185 milioni di euro. E potrebbe far gola a qualche compratore. I rumors danno l’inventore di Sharm El Sheik interessato all’acquisto che gli permetterebbe di sedere nei salotti buoni. Ma dalla Fininvest smentiscono: “Nessuna vendita. Conti in sicurezza e nuovi investimenti”

La Mondadori si sta spegnendo in borsa. Il titolo di quella che è stata la più grande casa editrice italiana continua a svalutarsi sino quasi a scomparire. Nel 2000 valeva 40 euro,5 anni fa tra i 3 e i 4 euro, un anno fa, lo scorso novembre, 1,6 euro, ora ha toccato gli 0,69 .Una sorta di titolo penny stock, insomma.

La capitalizzazione di borsa, di conseguenza, è scesa ai minimi:185,5 milioni di euro. Cioè si porta via con pochi soldi. Su questa evidenza ha preso piede sul mercato un ragionamento, che ha dato luogo a un rumor, ma solo un semplice venticello, al momento.

Il ragionamento dice che  per Silvio Berlusconi, che aveva battagliato tanto per conquistare Segrate negli anni ’80 e che oggi si trova in mano un’azienda messa in difficoltà dalla rivoluzione digitale e con prodotti editoriali maturi che hanno difficoltà a stare al passo coi tempi. Sicché: il Cavaliere, convintosi dell’impossibilità di rilanciarla, starebbe valutando l’ipotesi di cederla.

Già, ma chi potrebbe essere interessato a subentrare?  In borsa si dice che c’è in giro molta liquidità. Che  l’editoria, come le squadre di calcio, fa da sempre venire l’acquolina in bocca ai ricchi. E che il blasone della casa editrice di Panorama e Grazia ma anche delle maggiori collane librarie, potrebbe ingolosire qualche imprenditore in cerca di status che voglia acquisire legittimazione e peso nell’alta società.

E un nome circola con insistenza, quello di Ernesto Preatoni, imprenditore del turismo e finanziere aggressivo e indipendente, protagonista negli anni ’80 di clamorose scalate nel mondo bancario e perciò divenuto un pericolo per l’establishment dei salotti buoni, il cui ostracismo lo obbligò a espatriare. Con grande successo, peraltro. Si lanciò infatti nella multiproprietà alberghiera col gruppo Domina investendo prima sull’Egitto e guadagnandosi il titolo di inventore di Sharm El Sheik e poi nei paesi baltici.

Ricomparso in Italia come editorialista coraggioso e controcorrente di economia e finanza internazionale di Affaritaliani.it, Preatoni è infine diventato, dopo lo sdoganamento mediatico, un ospite fisso dei talk show televisivi. E ora, dice il rumor, potrebbe mettere la sua bandierina sul palazzo di Segrate progettato da Oscar Niemeyer e passare alla storia non solo per il suo talento per gli affari ma anche per il suo lavoro nella cultura e nell’editoria.

Vera? verosimile? E’ solo un rumor. Che deve fare i conti peraltro col fatto che, come fanno osservare in ambienti vicini a Fininvest, la Mondadori “e stata messa in sicurezza” dal punto di vista dei conti dall’ad Ernesto Mauri. Chiuderà un 2014 positivo e farà investimenti. Dunque non c’è motivo, si osserva, per liberarsene. E poi, si aggiunge perentoriamente, “la cessione è assolutamente da escludere”.