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Economia
Pedaggi autostradali: Dvk Euro Service sbarca in Italia e sfida il Telepass

Pedaggi autostradali: la scesa in capo di Dvk Euro Service 

La direttiva europea a proposito di pedaggi, varata nel 2019, sta dando ora i suoi effetti. Mentre Atlantia è impegnata a finalizzare le sue mosse su Telepass, cedendo per un miliardo il 49% al fondo svizzero Partners Group, il suo monopolio nazionale sul pagamento dei pedaggi si sta incrinando. Secondo quanto riportato dal Sole 24 Ore Dvk Euro Service ha ricevuto l’autorizzazione ad effettuare i test su strada del proprio dispositivo contactless autostradale. Questo è comunque solo un passo dell’evoluzione che il settore ha iniziato negli ultimissimi anni e proseguirà per tutto il decennio. Si va verso sistemi di pagamento unici per tutti i servizi legati alla mobilità e dispositivi di bordo intelligenti che rendano più sostenibile il trasporto merci. 

Pedaggi autostradalI: la sperimentazione di Dvk

Come fa sapere il Sole 24 Ore, tutto nasce dalla direttiva Ue 2019/520 del 19 maggio 2019 che ha smosso il mercato internazionale ponendo le condizioni per creare sistemi di pagamento dei pedaggi realmente accettati in più Stati, dopo che le precedenti normative non avevano inciso sulla frammentazione dei sistemi di pagamento. In questo ambito, Dvk ha iniziato la sperimentazione a settembre e presto avvierà la vendita del Dvk Box Italia, una piccola scatola da tenere a bordo che è l’unica alternativa al Telepass per pagare al casello senza fermarsi. Per ora l’attenzione si concentra sull’utenza professionale (mezzi pesanti). Con la direttiva sta cambiando anche la segnaletica ai caselli: i cartelli gialli e blu con la “T” e il simbolo delle onde radio stanno lasciando il posto a quelli con gli stessi colori e analogo simbolo, ma con la bandiera europea. 

Ma, secondo quanto riportato dal Sole 24 Ore, nemmeno la nuova direttiva ha portata a una vera rivoluzione: accanto ai nuovi sistemi basati su tecnologie sofisticate come il Gps che consentono di pagare senza neanche rallentare (il cosiddetto free flow), prevede che possano restare in uso anche i sistemi tradizionali a microonde che impediscono di eliminare i caselli, come Telepass. Ciò ha reso appetibile l’omonima società del gruppo Atlantia e ha fatto sì che Dvk per operare in Italia diventasse partner di telepass. “IN ogni caso- dichiara al Sole 24 Ore Marco Van Kallleveen, ceo di Dvk- la nuova direttiva. ha un impatto positivo sul mercato perché consente di avere più operatori. E non c’è dubbio che, se oggi non possiamo fare a meno di impiegare anche i sistemi a microonde, il futuro è del Gps” Sui tempi della transizione però non si sbilancia nessuno. 

Pedaggi autostradali: l'integrazione con autotrasporto e logistica

Più concreta, secondo quanto fa sapere il Sole 24 Ore, è la possibilità di integrare nel Box Italia gli altri servizi di Dvk all’autotrasporto e alla logistica: carte carburante multibrand accettate in 100mila punti di vendita (di organizzazioni grandi e piccole in 42 paesi), rimborso Iva, assistenza e controllo veicoli. Campi di attivitià molto vast che consentono al gruppo Dvk Mobility Services di fatturare 9,9 miliardi di euro e avere 230mila clienti in Europa (dai 2019), dopo essere nato come cooperativa per assistere i padronicni. Se Telepass si è concentrata più sui consumatori integrando servizi su bollo auto, strisce blu, parcheggi, rifornimenti e traghetti sullo stretto di Messina, Dvk recentemente ha acquisitio una partecipazione in una start-up tedesca per i pagamenti digitali: Pace: sta sviluppando una soluzione di pagamento da remoto da integrare nell’app Dvk. Sarà lanciata entro la fine dell’anno sul mercato. 

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