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“Sono meglio del mio capo, che faccio?”. Sopravvivere in 5 mosse

Il vostro capo si affida troppo alle vostre competenze e non può fare a meno di voi tanto che iniziate a dubitare della sua legittimità? Attenzione: la situazione può rivelarsi più insidiosa di quanto sembri. Ecco dunque come sopravvivere in 5 mosse.

1. Riconoscere bene i sintomi

Il vostro capo non vale nulla? Prima obiezione: facile a dirsi… “E’ un ritornello che capita di sentire spesso”, commenta Yves Maire du Poset, esperto di risorse umane e autore del libro “Toutes les clés du savoir-vivre en entreprise“. Meglio dunque fermarsi un attimo a riflettere e chiedersi se “l’incapacità che imputiamo al nostro capo è oggettiva o dipende solo, per esempio, dai carichi di lavoro che ci dà: il confine tra un capo che delega ai suoi sottoposti e uno che scarica lavoro e problemi sugli altri, può essere molto sottile”, spiega l’esperto.
Ecco che cosa va analizzato:
– vi tocca fare una parte consistente del suo lavoro
– lavorate più di lui
– chiede spesso il vostro parere

2. Entrare nella testa del capo per farlo lavorare

“La cosa peggiore è dirgli o fare cose di cui poi potreste pentirvi”, avverte Sophie Letourneau, consulente di Coaching time, che suggerisce la strada della comunicazione non violenta. “Si può spingere il proprio capo a fare il suo lavoro semplicemente spiegandogli, educatamente, che ci sono mansioni che non vogliamo svolgere. Si comincia col fargli un’osservazione precisa, gli si descrivono poi i nostri sentimenti riguardo alla situazione, si esprime un bisogno e infine si fa una richiesta precisa per contribuire a migliorare il rapporto”.

3. Vedere il lato postivo

Non avete il coraggio di cambiare il vostro capo? Inutile rimuginarci su: lo status quo può anche esservi utile. Può infatti essere molto redditizio il fatto che il vostro manager non può fare a meno di voi: siete sicuramente al sicuro in caso di tagli. Yves Maire du Poset raccomanda di vedere il bicchiere mezzo pieno: “Se continuamo ad odiarlo, la depressione è assicurata. Ma ci sono certamente cose da imparare da lui, basta stare a guardarlo”.

4. Approfittare della situazione

Si può anche approfittare della situazione lavorando fianco a fianco con il ‘cattivo’ manager. “Possiamo dirgli che giocheremo la partita con lui e che lo aiuteremo ad avere successo, sperando di raccogliere i frutti “, dice ancora Yves Maire du Poset. Un dipendente può infatti diventare indispensabile e quindi ‘pretendere’ un aumento di stipendio o una promozione. Oppure, se il vostro capo è già considerato poco cooperativo da chi è sopra di lui, i suoi improvvisi successi potrebbero portare l’attenzione dritta dritta su di voi.

5. Datevi una scadenza

Attenti a non rimanere però bloccati in questa prigione dorata: il vostro capo può infatti anche poggiare talmente tanto su di voi da ostacolare la vostra carriera. “Dovete sapere fino a che punto potete sopportare e darvi un tempo limite”, sottolinea l’esperto. “Dovete decidere che, ad esempio, vivrete il prossimo anno, o i prossimi due, come un test, nella speranza di affermare le vostre competenze e capacità. Non si può far durare una situazione del genere fino alla pensione: dopo un certo periodo diventa controproduttiva sia per la salute sia per la carriera. Chiedete allora di cambiare ufficio o cercatevi un altro lavoro”.