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UniCredit, Mustier fa 3,9 mld di profitti: “I migliori risultati del decennio”

Il Cda proporrà all’assemblea degli azionisti la distribuzione di un dividendo in contanti di 27 centesimi. Boom in Borsa

UniCredit, Mustier fa 3,9 mld di profitti: “I migliori risultati del decennio”

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UniCredit archivia il 2018 con un utile netto rettificato a 3,9 miliardi di euro (+7,7% rispetto al rettificato 2017), malgrado elevati accantonamenti addizionali a fronte delle sanzioni Usa. Nel solo quarto trimestre l’utile rettificato è aumentato del 19,9% annuo a 840 milioni (l’utile contabile sarebbe stato di 1,7 miliardi), superiore ai 693 milioni previsti dal consensus degli analisti. È il migliore quarto trimestre per la seconda volta negli ultimi 10 anni per il Gruppo bancario con sede a Milano che ha già raggiunto il 100 per cento della riduzione degli Fte e il 93% degli obiettivi di chiusura delle filiali. I costi operativi del Gruppo sono stati 10,7 miliardi di euro, migliori rispetto all’obiettivo di piano di 11 miliardi di euro.

Unicredit ha realizzato una performance da record nel 2018, con risultati migliori dell’ultimo decennio”, ha dichiarato l’AD Jean Pierre Mustier ad Affaritaliani.it. “Transform 2019 è in anticipo sul piano e confermiamo tutti i nostri target”.

Nell’intero 2018 il margine di intermediazione è sceso dell’1% a 19,7 miliardi (19,75 il consensus), con interessi netti a 10,9 miliardi (+4,9%, le attese erano anch’esse per 10,9 miliardi) e commissioni nette a 6,8 miliardi (-1,4%, in linea con le attese). In calo del 2,7% a 10,7 mld i costi operativi, per un rapporto cost/income sceso al 54,2%. Quanto alla solidità patrimoniale, il Cet1 fully loaded è al 12,07%. Il Cda proporrà la distribuzione di un dividendo cash da 27 centesimi per azione, pari a un payout del 20%. L’utile operativo netto è aumentato del 13,1% a 6,4 miliardi, facendo registrare il miglior risultato dal 2008.

Quanto agli aggregati patrimoniali, i crediti verso la clientela si sono attestati a 433,6 miliardi (+5% annuo), con un +1,5% trimestrale della banca commerciale in Italia e un +1,3% del Cib, a fronte del -1,5% della Germania. La raccolta da clientela è aumentata del 2% a 422 miliardi con Italia a +0,6% trimestre su trimestre, Germania a +4,6% e Centro est Europa a +6,4% a cambi costanti.

Sul fronte della qualità del credito, il rapporto tra crediti deteriorati lordi e totale impieghi è sceso di 265 punti base al 7,7%, con un tasso di copertura del 61%, il secondo piu’ alto tra le banche europee e il più alto in Italia’ Nel quarto trimestre 2018 le esposizioni deteriorate lorde sono diminuite di 10,2 miliardi anno su anno e di 2,6 miliardi rispetto al trimestre precedente, attestandosi a 38,2 miliardi. Le esposizioni deteriorate nette sono scese a 14,9 miliardi con un rapporto tra crediti deteriorati netti e totale crediti netti del 3,2%. Nel dettaglio, le sofferenze lorde residue sono 21,2 miliardi, gli utp 16,2 miliardi e le esposizioni scadute 840 milioni.

Mustier ha confermato che la strategia di derisking della banca si basa per un terzo su recupero dei crediti, per un terzo sulle svalutazioni e per un terzo sulle cessioni. Per quanto riguarda i risultati delle singole divisioni, la banca commerciale in Italia ha chiuso il 2018 con un utile netto di 1,3 miliardi (+7,8%, -43% a 209 milioni in quarto trimestre), la Germania ha registrato un utile di 369 milioni (-40,7%, +30,3% a 168 milioni nel quarto trimestre), l’Austria 432 milioni (-24,3%, -0,8% a 98 milioni nel quarto trimestre), il Centro est Europa 1,7 miliardi (+17,3%, +30,9% a 411 milioni nel quarto trimestre), il Cib 897 milioni (-37,4%, -35,9% a 241 milioni nel quarto trimestre), Fineco 85 milioni (+12,5%, +0,5% a 22 milioni nel quarto trimestre), mentre il Group corporate center ha perso 138 milioni. La divisione non core, infine, ha chiuso il 2018 con un rosso da 804 milioni (+4,6% annuo).

La Borsa ha accolto bene i numeri del gruppo di piazza Gae Aulenti, in particolare l’utile netto migliore delle attese e anche dell’annuncio della riorganizzazione della squadra manageriale in vista della presentazione del nuovo piano strategico 2020-23, fissata per il prossimo 3 dicembre a Londra. Dopo il suono della campanella, il titolo porta a casa un rialzo di quasi il 3% a 10,632 euro per azioni. Sovra-performando di oltre un punto percentuale l’indice di settore (+1,1%) e collocandosi in testa al Ftse Mib (-0,1%).