Iran, nuove sanzioni imposte dagli Usa
Gli Stati Uniti hanno imposto nuove sanzioni all’Iran. Nel mirino sono finiti il ministro dell’interno Eskandar Momeni e alcuni comandanti delle Guardie Rivoluzionarie. Colpite anche le società di servizi finanziarie Zedcex Exhange e Zedxion Exchange. “Continueremo a colpire le reti iraniane e l’elite dell’Iran”, ha detto il segretario al Tesoro Scott Bessent.
Iran, Teheran: “Gli eserciti europei saranno considerati terroristi”
“L’Unione Europea sa certamente che, secondo la risoluzione dell’assemblea consultiva islamica, gli eserciti dei Paesi coinvolti nella recente risoluzione dell’Ue contro il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (Irgc) sono considerati terroristi“: lo afferma il segretario del Supremo consiglio per la sicurezza nazionale dell’Iran Ali Larijani in un post sul suo account X. “Pertanto, le conseguenze ricadranno sui Paesi europei che hanno adottato tali misure”, ha sottolineato il massimo funzionario della sicurezza iraniana.
Iran, il modello Venezuela o l’incursione via terra: Trump studia il piano d’attacco
Al presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, sono state presentate ulteriori opzioni militari per attaccare l’Iran, con l’obiettivo di causare ulteriori danni ai programmi nucleari e missilistici della Repubblica islamica e di indebolire la Guida suprema, l’ayatollah Ali Khamenei. Lo riporta il ‘New York Times’. Citando funzionari statunitensi, il giornale afferma che tra le opzioni prese in considerazione ci sono potenziali incursioni delle truppe statunitensi su strutture all’interno dell’Iran, anche se Trump non ha ancora deciso se attaccare o meno. I funzionari affermano che Trump sta adottando nei confronti dell’Iran un approccio simile a quello adottato nei confronti del Venezuela, rafforzando le forze nelle vicinanze e minacciando il leader del Paese di accettare le sue richieste o di affrontare un’azione militare.
Leggi anche: Trump fa causa al fisco americano: 10 mld di danni. “Hanno svelato quante tasse ho pagato” (quasi zero dollari in dieci anni)
Le basi Usa in Medio Oriente sono a tiro delle armi iraniane. Lo ha detto il portavoce dell’esercito iraniano che in un’intervista all’agenzia Isna ha minacciato: “Se il nemico fa una mossa folle e commette di nuovo un errore di calcolo, gli risponderemo immediatamente”. Secondo il generale di brigata Mohammad Akraminia, “nella recente guerra, il piano dei nemici era quello di creare caos e anarchia eseguendo un’operazione militare fulminea, affrontare il regime con una seria sfida e rovesciarlo, e poi dividere l’Iran”. Ma si è trattato, ha detto, “di un errore di calcolo da parte degli Stati Uniti” e in Iran “la coesione e l’unità del popolo sono maggiori di prima”.

