Esteri
Iran, Trump dichiara che non intende attaccare (al momento). Il prezzo del petrolio scende del 3%
Arrestato a Teheran lo sceneggiatore del film "Un semplice incidente", candidato all'Oscar

Trump (Foto Lapresse)
Iran, nei prossimi giorni un "quadro" per i negoziati con gli Usa
Teheran afferma che nei prossimi giorni verrà finalizzato un "quadro" per i negoziati con gli Stati Uniti: lo fa sapere il governo iraniano. Il portavoce del Ministero degli Esteri, Esmaeil Baghaei, ha dichiarato nella sua conferenza stampa settimanale che l'Iran definirà un quadro per i colloqui con gli Stati Uniti nei prossimi giorni. "Stiamo studiando la struttura dei negoziati e alcuni Paesi della regione hanno inviato messaggi agli Stati Uniti in tal senso. La rimozione delle sanzioni è una priorità essenziale e l'Iran sta anche rafforzando la fiducia nel suo programma nucleare", ha sottolineato. "I Paesi della regione, coinvolti nello scambio di messaggi Iran-Stati Uniti e anche nella mediazione, sanno che le conseguenze delle tensioni tra Stati Uniti e Iran non si limiteranno all'Iran, ma si estenderanno alla regione", ha aggiunto, sottolineando: "le minacce degli Stati Uniti non sono compatibili con la diplomazia e non si dovrebbe ricorrere alla coercizione come principio internazionale"
Iran, Trump sceglie la linea morbida ma le proteste non si placano. Arresti e caos a Teheran
Il prezzo del petrolio scende di oltre il 3 per cento dopo che il presidente americano, Donald Trump, si è detto ottimista sulla possibilità di raggiungere un accordo con l'Iran che fermi l'escalation militare. Il West Texas Intermediate è sceso del 3,4% a 62,99 dollari, mentre il Brent ha perso il 3,2% a 67,09 dollari nelle prime contrattazioni asiatiche dopo le dichiarazioni del presidente degli Stati Uniti. Mehdi Mahmoudian, co-sceneggiatore del film 'Un semplice incidente' del regista iraniano Jafar Panahi, è stato arrestato ieri a Teheran per aver firmato una dichiarazione che criticava la guida suprema Ali Khameni per la repressione delle recenti proteste. Lo riferisce Hollywood Reporter.
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Neon, il distributore statunitense del film candidato all'Oscar, ha reso noto che Mahmoudian è stato fermato insieme ad altri due dei diciassette firmatari dell'appello, Vida Rabbani e Abdullah Momeni. Tra quanti hanno sottoscritto la lettera, anche lo stesso Panahi, al momento fuori dall'Iran per promuovere il suo film, e Mohammad Rasoulof, regista del candidato all'Oscar 2025 'Il seme del fico sacro', ora in esilio in Germania. E poi la premio Nobel per la pace Narges Mohammadi e Nasrin Sotoudeh, vincitrice del Premio Sakharov. Nel testo, si accusa Khamenei di aver autorizzato "l'uccisione di massa e sistematica di cittadini". Il governo iraniano ha riconosciuto più di 3.000 morti mentre le organizzazioni per i diritti umani ne stimano decine di migliaia.
