
Hugo Chavez è stato ucciso da un cancro “fuori dal comune”, la cui entità sarà rivelata al “momento giusto”. Con queste parole il presidente venezuelano incaricato Nicolas Maduro torna a lanciare accuse e anticipa l’istituzione di una commissione di inchiesta che dovrà stabilire se la malattia che ha ucciso Chavez sia stata o meno inoculata. In una intervista all’emittente Telesur, Maduro ha spiegato che la commissione sara’ composta “dai migliori scienziati provenienti da tutto il mondo” e ha ricordato le perplessita’ di Chavez quando, nel giugno del 2011, gli fu diagnosticata la malattia in seguito alla scoperta di una massa grande come una palla di baseball. “Cercheremo la verita’, non permetteremo che gli elementi al momento a nostra disposizione si trasformino in frettolose conclusioni” .
VENEZUELA: MADURO FORMALIZZA CANDIDATURA PER SUCCEDERE A CHAVEZ – A otto giorni dalla morte di Hugo Chavez, e a tre dai solenni funerali di Stato, il suo ormai ex vice Nicolas Maduro ha formalizzato la propria candidatura alle presidenziali del 14 aprile prossimo, presentandola davanti al Consiglio Nazionale Elettorale di Caracas. Fedele allo stile populista del defunto leader bolivariano, in giacca gialla, rossa e azzurra come il tricolore nazionale, Maduro si è recato all’appuntamento in autobus: un gesto piu’ che simbolico, dal momento che quella di conducente di mezzi pubblici era la sua professione prima di entrare nel sindacato e, per tale via, fare una travolgente carriera politica.
Ad accompagnare il presidente ad interim del Venezuela, al grido di “Con Chavez e Maduro il popolo e’ al sicuro!”, si erano riversati nelle strade della capitale migliaia di suoi sostenitori. Nel frattempo l’amministrazione Usa ha disposto l’espulsione di due diplomatici dell’ambasciata venezuelana a Washington, ritorsione per l’analoga misura adottata dal Paese sud-americano nelle ore immediatamente precedenti l’annuncio della scomparsa di Chavez, quando due addetti militari americani furono dichiarati ‘persona non grata’ e obbligati a rientrare in patria. Gli espulsi sono Orlando Montanez Olivara, secondo segretario d’ambasciata, e Victor Camacaro Mata, funzionario del consolato generale, i quali avrebbero gia’ lasciato gli Stati Uniti: lo hanno riferito fonti riservate del Dipartimento di Stato, secondo cui il relativo provvedimento era stato notificato loro l’altroieri.
