C’e’ anche un italiano tra i 7 dipendenti di una ditta di costruzioni libanese rapiti a Jama, nello stato federale di Bauchi, nel nord della Nigeria. L’attacco – in un sito della Setraco dove e’ stata uccisa anche una guardia del corpo – e’ avvenuto la notte scorsa. Una fonte del governo locale, ha detto che gli ostaggi, oltre all’italiano, sono cittadini di Gran Bretagna, Grecia e Libano.
Il governo italiano si e’ gia’ messo in contatto, tramite l’ambasciata, con le autorita’ nigeriane per ribadire che l’incolumita’ dell’ostaggio e’ “una priorita’ assoluta” e la necessita’ di arrivare a una soluzione positiva della crisi. Il ministro degli Esteri, Giulio Terzi, segue da vicino gli sviluppi della situazione, sulla quale -fanno notare fonti della Farnesina- e’ opportuno mantenere il massimo riserbo.
L’ingegnere italiano sequestrato si chiama Silvano Trevisan. Lo si apprende da fonti locali. Trevisan ha 69 anni, e’ originario di Santo Stino di Livenza, un comune in provincia di Venezia di circa 13.000 abitanti, e manca dall’Italia da diverso tempo.
Secondo i servizi di sicurezza nigeriani, c’e’ la mano di Boko Haram dietro il sequestro di Trevisan e degli altri sei stranieri. Boko Haram e’ un gruppo terroristico di matrice islamica collegato ai movimenti ‘fratelli’ del Mali, a partire da al Qaeda nel Magrheb islamico (Aqmi).
Nell’ultimo anno e mezzo, il nord della Nigeria e’ stata teatro di una serie di sanguinosi attentati da parte della setta estremista islamica Boko Haram, soprattutto ai danni della comunita’ cristiana.
