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Esteri
Nord Corea, Usa schierano sei B-52 e tre bombardieri nell'isola di Guam

Il Pentagono sta rafforzando il proprio schieramento di forze nell'isola di Guam, sede della base aerea Andersen, la piu' avanzata per un'eventuale azione contro la Corea el Nord a soli 3.400 km da Pyongyang. Come riferisce la Cnn, accanto ai bombardieri strategici gia' schierati, Washington ha inviato 6 giganteschi e vecchi, ma ancora letali B-52, in grado di trasportare bombe nucleari e convenzionali, e 300 avieri dalla base di Barksdale in Lousiana, per sostituire i piu' moderni B-1B Lancer, che alla fine del mese torneranno alla loro base di Ellsworth in North Dakota. Ma la presenza piu' minacciosa per il regime nordcoreana e quella di 3 letali bombardieri invisibili ai radar B-2 Spirith - da venerdi' a Guam - in grado di penetrare nello spazio aereo nordcoreano senza essere in alcun modo intercettati e sganciare, oltre ad ordigni nucleari, fino a 2 bombe ad alta precisione anti bunker GBU-57A/B "Massive Ordnance Penetrator" (MOP). Ogni Mop con 14 tonnellate di esplosivo ad alto potenziale e' in grado di penetrare e distruggere centri blindati a grande profondita'. Questi ordigni, potentissimi ma convenzionali, potrebbero distruggere i siti segreti dove il regime del dittatore Kim Jong-un sta sviluppando il suo programma nucleare e quello missilistico. Entrambi hanno raggiunto sviluppi rapidissimi: il 3 settembre e' esplosa la prima bomba all'idrogeno (H) nordocreana e il 27 novembre e' stato lanciato il missile balistico intercontinentale Hwasong 15 in grado di colpire qualsiasi citta' degli Usa, inclusa Washington o New York. Al Pentagono si sta studuando tra le diverse ozpioni quella battezzata "bloody nose" ("naso sanguinante" ossia colpire limitatamente Pyongyang come un pugno che non uccide un avversario ma si limita a fargli perdere sangue dal naso. Ipotesi, non meno rischiosa di altre, vista l'imprevedibilita' di Kim Jong-un. 

 

Nord Corea: Usa, alleati sostengono "blocco navale" Pyongyang

 

Gli Stati Uniti ed i loro piu' stretti 19 alleati - tra cui l'Italia - hanno concordato sulla necessita' di adottare un "blocco navale" di fatto della Corea del Nord, dando il via controlli stringenti su ogni nave diretta alla volta delle coste di Pyongyang per impedire al regime di violare le sanzioni Onu sul suo programma nucleare e missilistico, impedendo il traffico di materiale bellico. Non ci saranno interferenze con traffici marittimi legittimi ma saranno ostacolati gli scambi in mare "nave-a nave", come quelli testimoniati da foto satellitari ( http://english.chosun.com/site/data/html_dir/2017/12/26/2017122 601156.html ), tra petroliere cinesi e nordcoreane. Lo ha annunciato il segretario di Stato americano, Rex Tillerson, al termine del summit in Canada cui non sono stati invitati ne' la Cina ne' la Russia, perche' formalmente era un vertici limitato ai Paesi che nella Guerra di Corea (1950-1953) sostennero il contingente sotto egida Onu guidato dagli Usa, contro l'attacco del Nord, appoggiato da Mosca e Pechino. "no buscamos un cambio de re'gimen (en Corea del Norte) o su colapso". I 20 Paesi hanno pero' ribadito di "non volere un cambio di regime o il collasso dell'attuale" in Corea del Nord ma solo che le sanzioni gia' in vigore "siano fatte rispettare".

 

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