La Francia schierera’ circa 1.000 soldati nella Repubblica Centrafricana per almeno sei mesi e in sostegno delle forze di peacekeeping presenti sul territorio di quel paese. Parigi, ha spiegato il ministro della Difesa, Jean-Ives le Drian, “sosterra’ questa missione in Africa cosi’ come abbiamo fatto nel Mali, e per un periodo breve”.
Il paese è nel caos dopo che i ribelli Seleka, che provengono in gran parte da Ciad e Sudan, hanno deposto il presidente François Bozize nel marzo scorso. Il primo ministro centrafricano Nicolas Tiangaye ha riferito ieri che Laurent Fabius gli ha detto dell’intenzione della Francia di aumentare le truppe presenti da 400 a 1200 militari. “Rafforzeremo la nostra presenza”, ha confermato oggi Fabius parlando ai microfoni dell’emittente radiofonica France Culture. “Per questo, stiamo aspettando una risoluzione delle Nazioni Unite che dovrebbe arrivare la settimana prossima”.
Alla richiesta di confermare l’invio di altri 800 soldati, Fabius ha detto che il numero “è sensato”, ma non ha aggiunto altro. L’ambasciatore francese all’Onu, Gerard Araud, ha detto che le truppe francesi riporteranno l’ordine nella Repubblica Centrafricana fino a quando non sarà completamente operativo il contingente di 3.600 militari dell’Unione Africana. Oltre ai 400 francesi, nel Paese è già schierata un forza di pace di 2.500 militari della Comunità economica degli Stati dell’Africa centrale. Le violenze nella Repubblica Centrafricana, ricco di risorse minerarie ma con una popolazione molto povera, vedono i combattenti del Seleka, in gran parte musulmani, contro le milizie cristiane. Nel Paese i cristiani rappresentano metà della popolazione, i musulmani il 15%.
