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Fin dal primo mattino era calca di giornalisti e sostenitori davanti al Tribunale Distrettuale di Leninsky a Kirov, circa 900 chilometri a nord-est di Mosca, dove era in programma l'udienza preliminare del processo per appropriazione indebita contro il blogger e oppositore russo Alexei Navalny. Questi, in un'intervista rilasciata ieri al sito on-line 'Gazeta.ru', si e' detto certo che la sentenza sara' di colpevolezza. L'unica incognita, a suo dire, e' se la condanna prevedera' il carcere o la condizionale. Il rischio e' una pena fino a 10 anni di detenzione.

A detta di molti il 'caso Kirovles', dal nome della societa' pubblica a cui Navalny secondo l'accusa avrebbe sottratto circa 400.000 euro quando era consulente del governatore locale nel 2009, e' stato fabbricato dall'alto con l'intento di mettere a tacere il blogger e intimidire l'opposizione. Su Twitter l'addetto stampa del 37enne avvocato, diventato in poco piu' di due anni il simbolo della lotta alla corruzione nell'amministrazione pubblica, ha scritto che i giornalisti si erano messi in fila dalle 3 del mattino per entrare in aula, dove gia' mezz'ora prima dell'inizio dell'udienza non vi era piu' un solo posto. Vicino al Tribunale alcuni attivisti si sono presentati muniti di cartelli di protesta con scritto lo slogan della campagna di solidarieta' al blogger: "Il processo contro Navalny e' un processo contro di noi". Sui social network si e' formato, alcuni giorni fa, il gruppo 'Andiamo a Kirov', che ha unito persone da Mosca, Nizhni Novgorod, Ufa, Samara, Togliattigrad e Izhevsk, tutte confluite nella citta' sede del processo, che potrebbe arrivare a sentenza nel giro di un paio di settimane.

A quanto riporta l'agenzia di stampa 'Interfax', ieri gli alberghi cittadini erano tutti al completo, e le autorita' hanno aumentato le misure di sicurezza intorno al tribunale. L'avvocato di Navalny, Olga Mikhailova, ha detto che oggi non ci si aspetta "nessuna decisione seria o interessante", ricordando come il materiale all'esame dei giudici sia composto da trenta volumi, e per esaminarlo ci vorra' dunque parecchio tempo. La settimana scorsa Vladimir Markin, portavoce del Comitato Investigativo russo (una sorta di Fbi), aveva ammesso del resto che a far accelerare l'inchiesta e il processo a Navalny e' stata la sua attivita' politica.

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