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Per la prima volta dal 1999 alcune deputate turche del partito islamista al governo, Giustizia e Sviluppo (Akp), si sono presentate nell'aula del Parlamento di Ankara con il velo islamico. Il 30 settembre il premier Recep Tayyip Erdogan, la cui moglie indossa il velo, aveva revocato il bando al velo islamico negli uffici pubblici, nell'ambito di un pacchetto di riforme per la "democratizzazione" del Paese.

L'ultima donna a entrare nell'aula del Parlamento turco velata era stata, 14 anni fa, la deputata Merve Kawakci dell'Akp, in occasione della cerimonia di giuramento. All'esterno della Camera la deputata era stata fischiata e poi le era stata revocata la cittadinanza. Erdogan, considerato un islamista moderato, ha salutato la novita' come "un passo verso la normalizzazione". Il velo islamico e' un tema 'sensibile' in Turchia, un Paese molto attento a qualsiasi passo verso l'islamizzazione che possa minacciare l'eredita' laica di Ataturk e il lungo cammino di avvicinamento all'Ue.

La Turchia è cambiata profondamente dal 1999 quando a Merve Kavakci deputata del partito della Virtù (Fp) venne impedito di prestare giuramento perché indossava il velo. Un incidente che spinse la Corte costituzionale turca a mettere fuori legge il movimento islamista accusato di essere "un centro di attività contrarie ai principi del laicismo". Dopo 10 anni di governo del Akp tuttavia ha violato molti dei tabù dettato dal secolarismo di stato imposto dal padre della patria Mustafa Kemal Ataturk negli anni venti.

La misura gode del consenso non solo dell'Akp, ma anche dei pro-curdi del Partito della democrazia e della pace e dell'estrema destra, indecisi sul da farsi invece i kemalisti del principale movimento d'opposizione il Partito repubblicano del popolo (Chp). Erdogan e il suo partito difendono il provvedimento perché abolisce le strette direttive sull'abbigliamento nei luoghi pubblici in vigore fino ad oggi considerate in contrasto con la libertà delle donne di indossare ciò che preferiscono. Una misura in apparente contraddizione, tuttavia, con le dure dichiarazioni del deputato dell'Akp Huseyin Celik che aveva attaccato in diretta televisiva la presentatrice Gozde Kansu per l'abito troppo scollato indossato durante un programma televisivo. Una presa di posizione che le sono costate il licenziamento.

L'Akp è corso ai ripari prendendo le distanze da Celik, infatti, dopo l'intervento del Ministro per gli affari Europei Bagis che aveva parlato di "tempistica sbagliata" e commento "poco elegante". In una lunga intervista in prima pagina sul quotidiano liberale Taraf di oggi Fatma Bostan, importante dirigente del partito e tra le fondatrici dell'Akp ha rincarato la dose facendo un parallelo tra gli attacchi contro le donne per il velo e quelli per il loro modo di vestirsi: "un'ingiustizia contro una donna per il decolleté e un'ingiustizia anche contro di me" ha dichiarato Bostan.

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