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Fukushima, il bilancio di Greenpeace: 54mila siti e acque contaminati

Fukushima, il bilancio di Greenpeace: 54mila siti e acque contaminati
fukushima ape (4)
Residui radioattivi in 54mila siti, inclusi parcheggi e parchi pubblici, rifiuti atomici per 15-28 milioni di metri cubi e un consumo di 300 tonnellate d’acqua al giorno per raffreddare i reattori. A 4 anni da quell’11 marzo il bilancio di Greenpeace
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A quattro anni dal disastro nucleare di Fukushima, la situazione nelle aree colpite resta grave: il monitoraggio condotto da Greenpeace ha rivelato che il 59% dei campioni presi in aree ufficialmente ‘decontaminate’ era ancora oltre la soglia, con i livelli piu’ alti rilevati lontano dalle strade.

Come sottolinea l’associazione ambientalista internazionale in una nota, “il lavoro di decontaminazione e’ servito in sostanza solamente a ‘spostare’ il problema, ma non a liberarsene”.

 

“Attualmente – si legge – 120 mila persone non hanno ancora fatto ritorno nelle loro case e il processo di decontaminazione sembra non conoscere fine. Le colline, le montagne e le foreste della Prefettura di Fukushima sono fortemente contaminate”.

Il risultato, spiega Greenpeace, e’ che “il materiale radioattivo viene dilavato attraverso i corsi d’acqua e raggiunge anche aree precedentemente decontaminate, ricontaminandole”.