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Oceani, nel 2050 più plastica che pesci: nasce la One Ocean Foundation

Promuovere la cosiddetta “Blue Economy” e diffondere cultura e conoscenza dei mari con un raggio quanto più ampio e profondo a livello globale, sotto l’essenziale egida dello sport, delle imprese, delle associazioni e della scienza. Con questo obiettivo primario nasce One Ocean Foundation, piattaforma creata in Italia per la salvaguardia dell’oceano.

A presiederla la Principessa Zahra Aga Khan che, con il vicepresidente, il Commodoro Riccardo Bonadeo, l'ha presentata al Teatro Franco Parenti di Milano. One Ocean Foundation nasce su volontà dello YCCS e si propone di accelerare il necessario intervento sugli aspetti più critici che interessano l’oceano.

Altro obiettivo della piattaforma è "One Ocean, One Voice", accrescere e congiungere cioè tutte le voci a sostegno dell’oceano nel mondo. Ecco dunque la dichiarazione d’intenti della Fondazione, che nella sua naturale espressione diviene claim di One Ocean Foundation e portavoce delle urgenze dell’oceano riunite sotto un’unica bandiera: scienza, ONG, yacht club, aziende e singoli cittadini possono da oggi intervenire attivamente per salvare l’oceano.

Il progetto si propone infatti di connettere e agevolare il dialogo tra ricerca, imprese, istituzioni, policy maker e singoli individui che trovano nell’amore per il mare e nella protezione dell’ambiente un tratto identitario comune.

 

Con questa nuova realtà che fiorisce ora, prosegue a gran velocità l’impegno per la salvaguardia dell’ambiente marino, a soli pochi mesi dal successo della prima edizione di One Ocean Forum (www.oneoceanforum.org), organizzato per “dare un segnale” in occasione del 50° anniversario dello YCCS, che il 3 e 4 ottobre scorsi ha visto la partecipazione attiva di oltre 800 persone, per 12 ore di lavori. Un evento in cui sono intervenute anche diverse aziende lungimiranti, che hanno scelto di agire proponendo idee, sostenendo progetti e offrendo un contributo innovativo per la protezione del mare, e in occasione del quale è stata firmata anche la Charta Smeralda, codice etico e comportamentale che definisce e fissa i paradigmi per la tutela dell’ambiente marino.
La forza della Fondazione è un network che ha un valore scientifico e, al tempo stesso, una forte spinta divulgativa, per accrescere la consapevolezza e creare relazioni costruttive tra tutti gli stakeholder di diverse fasce di età impegnati a più livelli nella marine preservation.

Queste le parole della Presidente, Principessa Zahra Aga Khan: “Essere già a questo punto, a soli pochi mesi dal Forum, è un fatto straordinario. Insieme a tutte le realtà che a diverso titolo abbracciano la Fondazione stiamo lavorando in un’ottica There Is Only One Ocean. La velocità con cui stiamo portando avanti questo progetto è un segnale da cogliere, guardando alla prossima edizione del Forum, a cui vogliamo arrivare con grandi risultati. Il segnale è che il Mondo vuole questa rivoluzione; il Mondo vuole salvare il mare, e noi vogliamo provare a fare la nostra parte”.

 

EMERGENZA OCEANO: LO SCENARIO INTERNAZIONALE
Un’evidenza incoraggiante è infatti la sempre maggiore mobilitazione del nostro Pianeta nei confronti delle sue acque. Molte le iniziative nel mondo che vanno in soccorso dell’oceano e operano per diffondere e divulgare a gran voce la necessità di attività concrete da parte della collettività globale a tutela della biodiversità marina. L’attenzione per il tema è alta e in crescita, e vede al lavoro enti governativi e non, pubblici e privati, che insieme stanno dando vita a un vero e proprio movimento. Lo scorso dicembre l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha approvato il prossimo piano (2021-2030) per la “Decade of Ocean Science for Sustainable Development” che già da questa primavera vedrà al lavoro la squadra della Commissione Oceanografica Intergovernativa dell’UNESCO. L’obiettivo 2030 comprende l’amplificazione della conoscenza del sistema oceanico, ma soprattutto punta a rendere disponibili dati e informazioni rilevanti per la politica e i governi, e a far comprendere il ruolo centrale dell’oceano per lo sviluppo sostenibile.

Anche i policy maker si stanno attivando, se si considerano, ad esempio, la strategia sulla plastica adottata lo scorso gennaio dalla Commissione Europea, che prevede la messa al bando degli imballaggi in plastica non riciclabili, la riduzione dell’utilizzo di sacchetti di plastica e la limitazione dell’uso internazionale delle microplastiche. In Italia, in particolare, si è deciso di vietare la produzione e la commercializzazione di cotton fioc non biodegradabili dal 2019 e l’anno successivo il divieto sarà esteso ai cosmetici contenenti microplastiche. Come ricordato anche in occasione del World Economic Forum di Davos, un segnale molto importante è la decisione, da parte della Regina Elisabetta II, di ridurre significativamente nelle residenze reali l’uso di bottiglie di plastica a beneficio di vetro e alternative biodegradabili. Un gesto che si inserisce in un piano governativo più ampio varato dallo stesso Regno Unito, volto ad eliminare completamente i rifiuti di plastica entro il 2042 per proteggere il pianeta.

Solo nel Mediterraneo, sono presenti 1,2 milioni di microplastiche (frammenti inferiori a 5mm) per chilometro quadrato, una delle concentrazioni più alte al mondo. A livello globale si stima che gli oceani siano inquinati da circa 300 mila tonnellate di plastica, di cui la maggior parte galleggia sulla superficie in oltre 5000 miliardi di pezzi. Nemmeno gli abissi oceanici, come per esempio la Fossa delle Marianne, la più profonda depressione oceanica conosciuta al mondo, sono immuni da quest’emergenza: è stata riscontrata la presenza di fibre di plastica ingerite nel 100% dei campioni di specie animali prelevate in queste acque e analizzate dai ricercatori, e la situazione è destinata a peggiorare con il progressivo accumulo di una sempre crescente quantità di rifiuti.

LA CHARTA SMERALDA
Alla luce di questa emergenza, la Fondazione ha avviato un progetto di sostenibilità ambientale di lungo termine, innovativo e accessibile a tutti, promuovendo pratiche concrete. A raccoglierle e raccontarle è proprio la Charta Smeralda; un documento unico nel suo genere, sottoscritto per la prima volta a chiusura di One Ocean Forum dai suoi primi firmatari effettivi e simbolici, la Principessa Zahra Aga Khan e il Vicepresidente Riccardo Bonadeo. A conferma dell’impegno continuativo verso questo ambizioso obiettivo, La Charta Smeralda è stata oggi protagonista della cerimonia della firma da parte dei presidenti di 50 yacht club e associazioni veliche di rilievo, a partire dalla Federazione Italiana Vela, dallo Yacht Club Italiano e dalla Società Velica di Barcola e Grignano, organizzatrice della Barcolana di Trieste, la regata velica più grande del mondo con oltre 2100 barche iscritte. Particolarmente significativa inoltre la firma di Luna Rossa Challenge, la sfida italiana alla 36^ America's Cup, che porterà i principi della Charta Smeralda nella massima competizione velica.
Grazie a One Ocean Foundation e all’evento milanese, la Charta Smeralda, che si può sottoscrivere online sul sito www.1ocean.org, è stata messa a disposizione di numerosi altri sostenitori, che con il loro supporto blu su bianco sono ufficialmente entrati a far parte della community di One Ocean. La presentazione della Fondazione assolve infatti anche al compito di proseguire nella raccolta di adesioni con cui il singolo cittadino o l’organizzazione, di qualunque natura essa sia, si impegna a perseguire il codice di comportamento condiviso.

LA ROADMAP 2018 DELLA FONDAZIONE

È stata inoltre presentata una Roadmap di attività finalizzate a conseguire obiettivi concreti che saranno al centro del prossimo Forum. In una prospettiva divulgativa e sinergica, nel nome degli oceani e dell’inquinamento che li affligge, One Ocean Foundation intende infatti attivare tutti i player coinvolti attraverso un’agenda di eventi che spaziano dallo sport al lifestyle, dall’attenzione per i più giovani al dibattito scientifico.
“Questa Roadmap attraversa le quattro macro aree di intervento di One Ocean: lo sport, che oggi diventa sostenibile cercando di promuovere competizioni in chiave green, anzi blue; la ricerca, grazie a una collaborazione tra tutte le Fondazioni attive su questi temi; l’education, attraverso un percorso per i più piccoli in grado di trasferire da subito i valori del mare; il lifestyle, con attività socio-culturali in grado di amplificare l’eco di One Ocean in un’ottica divulgativa. L’agenda è ricca e piena di sorprese: oggi celebriamo insieme l’inizio di un’entusiasmante traversata, convinti di avere il vento in poppa” ha commentato Riccardo Bonadeo, Vicepresidente della Fondazione.
Ai più piccoli, dai 5 ai 13 anni, sarà dedicata una versione speciale della Charta Smeralda, insieme a progetti realizzati in collaborazione con le scuole di vela, in particolare la scuola vela di YCCS e del Centro Velico Caprera. Ai ragazzi tra i 18 e i 26 anni si rivolge un programma Soci Juniores finalizzato a costruire un International Junior Network, per creare dialogo a livello internazionale.
Nel solco dei progetti più innovativi all’orizzonte figura, inoltre, la creazione di una “Film Unit” per rafforzare, in una chiave unconventional e volutamente provocatoria, la consapevolezza sull’importanza della marine preservation attraverso la produzione di una serie di cortometraggi dedicati proprio alla bellezza dell’oceano e realizzatI da videomaker italiani, che si prevede di presentare fuori concorso in occasione dei diversi Film Festival. A coordinare il progetto sarà una Managing Editor d’eccezione del mondo del cinema.

I PLAYER DI ONE OCEAN FOUNDATION

Il Founding Committee della Fondazione è presieduto dalla Principessa Zahra Aga Kahn; Riccardo Bonadeo ne è Vicepresidente. Salvatore Trifirò, Cristina Owen Jones e Guido Krass sono gli Advisor e Jan Pachner è il Segretario Generale.
Il Comitato Scientifico è composto da: Francesca Santoro della Commissione Oceanografica Intergovernativa di UNESCO, Sam Dupont dell’Università di Gothenburg, Stefano Pogutz di SDA Bocconi, Evangelia Drakou dell’Università di Twente e Maria Cristina Fossi dell’Università di Siena.
La Fondazione One Ocean, patrocinata da Centro Velico Caprera, Consorzio Costa Smeralda, Federazione Italiana Vela, Lega Italiana Vela, Sailing Champions League e Ucina, ha ricevuto finora il sostegno di: Rolex, Audi, Allianz, Gruppo Pianoforte (Carpisa, Yamamay e Jaked), Marina e Cantiere di Porto Cervo, Luxury Living, Pantecnica e Perini Navi.
Anche per il 2018 si riconfermano le partnership strategiche con FeelRouge Worldwide Shows e Barabino & Partners per le iniziative di One Ocean, il cui primo appuntamento è stata la conferenza stampa odierna, in vista del prossimo Forum. In particolare, in continuità con l’esperienza di One Ocean Forum, One Ocean è supportata da FeelRouge Worldwide Shows nell’organizzazione generale delle attività e nella definizione dei contenuti, e da Barabino & Partners nelle attività di relazioni media.
 

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