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PRIMA DELLA SCALA: L’ABITO DI HAUTE COUTURE INDOSSATO DA DVORA ANCONA

PRIMA DELLA SCALA: L’ABITO DI HAUTE COUTURE INDOSSATO DA DVORA ANCONA
DVORA BorisGodunov OK (002)
PRIMA DELLA SCALA: L’ABITO DI HAUTE COUTURE INDOSSATO DA DVORA ANCONA

L’abito creato dallo stilista Antonio Riva, come del resto tutte le sue opere sono l’espressione del suo ingegno, un inno alla natura nel segno della sostenibilità.

Questo abito è stato pensato per la serata milanese più mondana dell’anno, la “Prima della Scala” con l’opera di Modest Petrovič Musorgskij “Boris Godunov”.

Chi lo indossa è Dvora Ancona, Dottoressa e Presidente dell’organizzazione D.V.O.R.A. (Donne Volontarie Operative Richiesta di Aiuto) per l’aiuto di donne, vittime della violenza da ferite fisiche sul corpo.

Dvora Ancona indossa un dress code dagli ampi volumi che è stato realizzato con petali tagliati e applicati a mano, ottenuti dai cascami di seta, che ne decorano la gonna e il corpetto su una base di tulle creando un tripudio di colori e odori.

A rendere ancora più particolare l’abito da grande soirée è ancora una volta il colore, un rosa shocking ottenuto dall’estratto naturale di un frutto tropicale raro e profumato.

Questo abito non è solo un capo esclusivo creato con la grande maestria di Antonio Riva sul corpo della Dott.sa Dvora Ancona per una serata di gala, ma è un messaggio di denuncia per i soprusi perpetrati alle donne e in particolar modo per gli eventi recenti in Iran, in ricordo di Mahsa Amini, morta perché non indossava correttamente il velo e Mahak Hashemi, uccisa a 16 anni perché portava il cappello da baseball al posto del velo.

Il cappellino sportivo sarà indossato dalla Dott.ssa Dvora Ancona su un abito di Haute Couture e conterrà un messaggio forte e chiaro per ricordare che anche l’abito può testimoniare il grido di libertà delle eroiche donne che non dobbiamo abbandonare al loro destino.

Può sembrare stonato un cappello sportivo su un abito elegante, ma il concetto artistico passa dagli opposti per enfatizzare che l’eleganza, senza un messaggio chiaro non completa un’opera. Nella speranza che la “Prima della Scala” sia non solo un momento mondano, ma anche un momento socialmente utile alla libertà di chi soffre.