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Apple, ricavi in calo dopo 13 anni. Il baco è la dipendenza da iPhone
Apple, segno meno dopo 13 anni

Apple cade ma atterra sul morbido. La Mela ha registrato il primo calo dei ricavi dal 2003. Ed è questo il dato che rimarrà del secondo trimestre fiscale (da gennaio a marzo). Anche se ci sarebbero centinaia di gruppi che firmerebbero per avere i conti di Apple: 50,5 miliardi di dollari di fatturato, utile da 10,5 miliardi di dollari e profitti per azione a 1,90 dollari. Tre dati e tre passi indietro rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, quando i ricavi avevano toccato i 58 miliardi, gli utili si erano arrampicati fino a 13,6 miliardi e i profitti per azione a 2,33 dollari. Il titolo di Apple ha accusato il colpo, arrivando a cedere l'8%. Pesano sì i segni meno, ma soprattutto gli scarti dal consensus. Gli analisti avevano previsto un fatturato da 51,97 miliardi e un utile per azione a 2 dollari.

Insomma: il calo era attesa ma non in queste dimensioni. Questo non fa certo di Apple una società in crisi, ma appanna quell'aura mitologica costruita in 13 anni di progresso ininterrotto. Anche la Mela dovrà fare i conti con un rinnovamento costante e con una maggiore diversificazione. Non sorprende, infatti, che la prima flessione abbia coinciso con una frenata degli iPhone. Nei primi tre mesi del 2016, i dispositivi venduti sono stati 51,2 milioni. Nello stesso periodo del 2015 erano stati 61 milioni. È vero: si attende l'iPhone 7. Ma se le vendite sono calate oltre il 16%, evidentemente iPhone 6s, 6s Plus (lanciati lo scorso settembre) ed SE (a marzo 2016) non hanno avuto il successo sperato. Ancora una volta, torna il principale baco della Mela: compagnia sana, capitalizzazione record e utili da capogiro, ma con una eccessiva dipendenza da un solo prodotto. Gli iPhone valgono circa il 70% del fatturato, una ventina di punti in più rispetto a cinque anni fa.

Ecco perché, tra rallentamento del mercato cinese e nuovi concorrenti, la scia negativa continuerà anche nel trimestre in corso. Apple si aspetta ricavi tra i 41 e i 43 miliardi di dollari, al di sotto delle attese del mercato, che puntava a 47,3 miliardi. Insomma: Apple non riesce a slegarsi dall'iPhone. Che resta pur sempre un dispositivo dal successo enorme, ma espone la società ai chiari di luna dei mercati. E se lo smartphone non dovesse più galoppare come fatto fino a oggi?

La Mela ha provato e sta provando nuove strade. L'ammiraglia del cambiamento sarebbe dovuta essere l'Apple Watch. Che però, nonostante un discreto successo, incide ancora in modo marginale. Secondo un'analisi di Above Avalon, il dispositivo avrebbe venduto tra i 12 e 13 milioni di unità in un anno. A spanne, calcolando un costo compreso tra i 400 e i 500 dollari, l'incasso sarebbe tra i 5,8 e i 6 miliardi di dollari. Un buon risultato, migliore della performance registrata dall'iPhone al suo esordio. Ma pur sempre una cifra che, se confermata, varrebbe meno del 4% del fatturato. E' qualcosa ma non abbastanza.

Apple va ancora alla grande. Ma le crepe di questa trimestrale confermano (ancora un volta) che nulla è eterno. Se vorrà inanellare nuovi record. Tim Cook dovrà avere un imperativo: diversificare. Forse è anche per questo che l'Apple Car accelera per essere svelata entro il 2017.  

@paolofiore

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