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MediaTech
La ripresa passa dal mercato smart . Imprese a scuola di social . Parlano i guru del web

di Cristina Favento
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Una possibilità concreta per la ripresa dell’economia potrebbe essere lo sviluppo di quello che oggi è conosciuto come “mercato smart”. Un mercato popolato e costituito, cioè, da persone interconnesse che si trovano online per valutare prodotti e servizi, crearne o proporne di nuovi, incrociare e mescolare idee e sviluppare applicazioni. Il crowd-funding, di cui tanto si parla, insomma, sebbene ancora agli albori, potrebbe segnare un ciclo completamente nuovo dell’economia, oltre ad essere una fonte cui attingere, in termini di creatività e risorse.

Gurus
 

Sono in tanti ormai a ripeterlo, come fosse un illuminante matra digitale. Tra questi c'è anche José Luiz Moutinho, esperto di smart cities e consulente digital di società multinazionali, che la scorsa settimana a Milano ha partecipato a uno stimolante “Social Brunch” organizzato dall'agenzia di marketing e comunicazione CrowdM, inclusa nel programma Facebook Preferred Marketing Developer (programma che include 232 agenzie nel mondo - di cui solo 3 in Italia - scelte per la capacità di sfruttare le varie tecnologie dell’ecosistema Facebook per produrre soluzioni di social marketing efficienti ed efficaci).

Articolato in tre sessioni di esperti e un dibattito finale moderato da Silvia Vianello, consulente di Marketing Strategico, docente SDA Bocconi e presentatrice TV, l'evento s'intitolava “Taste the gurus”. Derrick de Kerckhove, Paul Greenberg e, appunto, Luiz Moutinho le portate del bruch menù: tre big chiamati a raccolta a Milano per uno stimolante workshop al Museo della Scienza e della Tecnologia. Tre punti di vista privilegiati quindi - scientifico, sociologico e del marketing - sulle evoluzioni contemporane, per essere pronti a capire le trasformazioni di un mondo che diventa ogni giorno più social.

JosC' Luiz Moutinho
 

De Kerckhove, tra i più celebri studiosi della rete, ha aperto il workshop con “La condizione digitale e il suo impatto sul mercato”, lecture in cui ha approfondito il quadro dal punto di vista sociologico. Greenberg, autore della bibbia del Customer relationship management (“CRM at the Speed of Light”, ancora non tradotto in italiano ma testo cult in mezzo mondo, già adottato da oltre 70 università nei diversi continenti), ha spiegato invece come creare coinvolgimento in un intervento intitolato “Customer engagement, Digital Transformation and the Contemporary Buyer: 2014”, utile soprattutto a chi è interessato a interpretare e trarre vantaggio dalle informazioni provenienti dalle piattaforma sociali.

Molte grandi aziende si stanno già cimentando con questo nuovo modo di comunicare e di vendere, che passa attraverso i canali del marketing social e della reputazione digitale. La promozione si sta in qualche modo evolvendo in conversazione, spiegano gli esperti. Pare siano tre le regole d’oro per promuovere il proprio business in un mercato smart: essere presenti online, coinvolgere e creare comunità di interesse.

Paul Greenberg
 

“Nella cultura partecipativa, la gente non vuole più sentirsi dire 'mangia così, 'guarda questo', 'vota quello' ecc. Ora che le persone sono libere di esprimere i propri sentimenti, vogliono avere voce in capitolo. Le persone, con i loro smartphones - spiega De Kerckhove, allievo del grande teorico della comunicazione Marshall McLuhan - sono nodi di una rete di ipertesti, vivono una collettività costante, in uno stato di concentrazione semipermanente. La loro identità si sviluppa fuori dal corpo, sulla rete”.

 Lo studioso spiega come gli esperti di business parlino spesso di tre concetti alla base di ogni economia: le persone, la tecnologia e i mercati. “La digitalizzazione – afferma il sociologo - ha provveduto a ridefinire tutti e tre, ha ridistribuito le persone e diversificato i mercati. L’economia di oggi è caratterizzata da ciò che potrebbe essere definita la condizione digitale”.

Derrick DeKerckhove
 

Anche Greenberg è dello stesso avviso, e anzi approfondisce lo spunto: “Quando parliamo di “digital customer” non ci riferiamo più soltanto a una ristretta nicchia di consumatori minimamente esperti di tecnologia.

Con 6 miliardi di smart device nel mondo, comunicare a milioni di persone contemporaneamente, ovunque ci si trovi e quando si vuole, è ormai cosa normale. L’opinione di un consumatore online può impattare un business molto di più di quanto un singolo consumatore potesse fare soltanto pochi anni fa”.

Riflessioni stimolanti dunque, su cambiamenti in atto che le imprese devono osservare con grande attenzione. Essere aggiornati su nuove tendenze, tecnologie e relativi risvolti, per capire in che direzione si sta muovendo l'universo digitale, è condizione necessaria per la sopravvivenza nel mercato di domani.

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