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Sigfrido Ranucci sempre su La7 e lo stupore della Rai per il mancato rispetto delle regole aziendali. Retroscena
Nessuna censura, nessun provvedimento per Ranucci da parte della Rai, ma solo un invito a rispettare le regole della tv pubblica, che valgono per tutti, quindi anche per lui

Sigfrido Ranucci e lo stupore della Rai per il mancato rispetto delle regole aziendali. Retroscena
Alla Rai la misura è apparsa colma. Quando hanno visto il terzetto di ospitate di Sigfrido Ranucci a La7 da Gramellini, Gruber e Floris si è detto anche basta. D'altronde la circolare della tv pubblica, che vale sia per i dipendenti che per i collaboratori è chiara: sono vietate le partecipazioni di propri dipendenti/collaboratori in programmi della concorrenza durante il periodo di par condicio, come quello che stiamo attualmente vivendo visto l'approssimarsi alla data dei Referendum sulla giustizia del 22 e 23 marzo.
Sono concesse deroghe solo per presentazioni di libri e su questo ha fatto leva l'ottimo Sigfrido Ranucci, campione di ascolti la domenica sera su Rai3 con Report, che proprio in questo periodo è in promozione con il suo nuovo libro "Navigare senza paura: il libro per giovani esploratori digitali" (Bompiani).
La circolare però parla chiaro, si può andare a presentare il proprio libro in un solo programma per rete concorrente, comunicandolo però prima alla Rai ad Angela Mariella, direttrice editoriale per l'offerta informativa. In questo caso non serve l'autorizzazione, basta la comunicazione, che pare però sia avvenuta solo per un programma e non per tutti e tre.
Quando però la Mariella ha visto questo tris di partecipazioni di Ranucci a La7, non ha fatto altro che far presente al conduttore di Report che con quel suo comportamento ha violato la circolare di cui sopra. A maggior ragione poi Ranucci, in quanto dirigente Rai (vice direttore ad personam della struttura approfondimenti della Rai) dovrebbe dare l'esempio a tutti i dipendenti e collaboratori Rai, si dice con forza dai piani alti della televisione pubblica.
Quindi nella realtà delle cose, nessuna censura, nessun provvedimento per Ranucci da parte della Rai, ma solo un invito a rispettare le regole della tv pubblica, che valgono per tutti, dipendenti e collaboratori, quindi anche per lui.
