Fondato nel 1996 da Angelo Maria Perrino
Direttore responsabile Marco Scotti

Home » Medicina » Tumori: scoperta una proteina per rendere più efficace la chemio

Tumori: scoperta una proteina per rendere più efficace la chemio

Tumori: scoperta una proteina per rendere più efficace la chemio
medicine
Una proteina che rende più efficace il trattamento chemioterapico nel carcinoma renale, tumore molto frequente nei Paesi occidentali e soprattutto molto resistente alle terapie. L’hanno scoperta i ricercatori dell’Istituto di tecnologie biomediche del Consiglio nazionale delle ricerche (Itb-Cnr) di Bari

Un gruppo di ricercatori dell’Istituto di tecnologie biomediche del Consiglio nazionale delle ricerche (Itb-Cnr) di Bari hanno identificato una proteina che rende più efficace il trattamento chemioterapico nel carcinoma renale, un tumore frequente nei paesi occidentali e resistente alle terapie. Lo studio e’ stato pubblicato sulla rivista scientifica Oncotarget.

“Abbiamo scoperto che nei carcinomi renali a cellule chiare i livelli cellulari della ‘proteina TRIM8’ diminuiscono drasticamente e questa diminuzione sarebbe responsabile della mancata attivazione dell’oncosoppressore p53, gene che codifica la proteina principalmente coinvolta nell’esecuzione dell’arresto della proliferazione cellulare e dell’apoptosi o ‘morte cellulare programmata’, indotta dai chemioterapici”, ha spiegato Apollonia Tullo, ricercatrice dell’Itb-Cnr e coordinatrice del lavoro.

“Il carcinoma renale a cellule chiare è il tipo di cancro al rene più comune negli adulti ed è notoriamente resistente alla radioterapia e alla chemioterapia – ha continuato – perche’, pur riportando raramente una mutazione nel gene p53, presenta alterazioni in altre proteine che regolano l’attivita’ e la stabilita’ di p53″.

I ricercatori del Cnr hanno dimostrato che ripristinando i livelli cellulari di TRIM8, le cellule diventano sensibili all’azione dei chemioterapici e la proliferazione tumorale viene bloccata in modo significativo. La scoperta apre promettenti prospettive terapeutiche sia per i pazienti affetti da carcinoma renale, che in generale per altri tumori che resistono all’azione dei chemioterapici, perche’ aggiunge un nuovo tassello alla comprensione dei meccanismi di arresto della proliferazione tumorale in risposta ai chemioterapici”.