Salute, più attività fisica, meno rischi di mortalità
“Il tasso di mortalità nelle persone attive si riduce tra il 30% e il 60% rispetto a quelle che non lo sono, e l’esercizio riduce l’incidenza, in misura maggiore o minore, di quasi tutte le malattie. I vantaggi sono evidenti e le prove accumulate sono enormi ma oltre il 70% delle persone non seguono queste indicazioni” lo ha rilevato un team guidato dall’Unità di ricerca sull’assistenza primaria Bizkaia del Servizio sanitario spagnolo pubblicati sul British Journal of General Practice. I ricercatori internazionali hanno seguito 3.357 pazienti inattivi per 15 anni in 11 centri di assistenza primaria. I risultati hanno mostrato che coloro che hanno seguito le raccomandazioni minime (150 minuti a settimana di attività moderata o 75 di attività vigorosa) è stata inferiore di quasi il 50% rispetto a coloro che sono rimasti inattivi.
Salute, per gli over 40 salutari pochi minuti a settimana di attività fisica
Inoltre, e questo è un dato preoccupante, il 20% dei decessi avuti nel gruppo durante lo studio, non si sarebbe verificato se tutti i pazienti inattivi avessero rispettato le raccomandazioni. Un altro dato importante emerso nello studio (studio che ha preso in considerazione il paziente tipo di un medico di base) è che per gli over 40 basterebbero davvero pochi minuti a settimana (circa 60) di attività moderata per avere un rischio di mortalità ridotto di circa il 30%. Per far cambiare un diverso stile di vita a persone da anni inattive è però determinante il consiglio del medico di famiglia. Uno dei principali problemi in questo ambito è che, per aiutare pazienti con patologie cardiovascolari, di diabete o addirittura di tumori, sarebbero necessari medici preparati a prescrivere piani di attività fisica “tailor made”. Come per i farmaci, anche l’attività fisica va prescritta in dosi e tempi diversi da paziente a paziente.
Salute, troppi bambini e adulti “incollati” a televisori e computer
Molto spesso in alcuni paesi, tra cui Italia e Spagna, bambini e adulti sono incollati agli schermi di televisioni e computer. Molte persone vivono in luoghi dove non ci sono aree verdi o dove l’attività fisica è difficile. In molti paesi europei, le persone vanno al lavoro in bicicletta mescolate ad un traffico ostile e pericoloso. Stante questa situazione è necessario partire dai piani scolastici, dove l’educazione fisica è invece più orientata allo sport che all’educazione dell’esercizio duraturo nella vita.
Le città dovrebbero essere trasformate pensando all’esercizio fisico che rappresenta un investimento per la salute mentale e fisica. Sono tanti i sanitari che confermano come il solo consiglio medico a una persona che si presenta al consulto, semplicemente raccomandando di smettere di fumare, abbia un impatto significativo. Il medico di famiglia, a differenza del medico d’ospedale, vede il paziente più volte e può seguirlo avendo un impatto sul suo comportamento. L’esercizio fisico deve essere una vera e propria prescrizione, come accade con altri farmaci. La “ricetta” deve essere adattata alle condizioni di ogni persona sedentaria nella certezza che il movimento rappresenta per tutti un grande beneficio.

