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Milano
A Brera l’aperitivo con Chris Gardner per parlare del Brera Calcio

A Brera l’aperitivo con Chris Gardner per parlare del Brera Calcio

Una sala piena, ospiti d’eccezione e una storia bellissima da raccontare, tra passato, presente e un futuro suggestivo. L’Aperitivo con Chris Gardner organizzato al Centro Internazionale Brera di via Formentini 10 a Milano da Brera Holdings PLC è stato un momento di grande coinvolgimento emotivo ma soprattutto l’occasione per approfondire la conoscenza col progetto internazionale del Brera e con i suoi protagonisti.

Al tavolo dei relatori erano presenti il CEO di Brera Holdings Sergio Scalpelli, il fondatore e presidente del Brera Calcio Alessandro Aleotti, l’imprenditore e scrittore Chris Gardner (membro del board di Brera Holdings e autore del libro autobiografico La Ricerca della Felicità, da cui è stato tratto il film di Gabriele Muccino con Will Smith) e Goran Pandev, fondatore, proprietario e presidente dell’Akademja Pandev, primo tassello del progetto internazionale del Brera.

Introdotti dal CEO Sergio Scalpelli, che ha ripercosso le tappe principali della storia del Brera fino alla sua quotazione al Nasdaq dello scorso gennaio, i relatori hanno raccontato le loro esperienze a un pubblico in cui figuravano investitori, simpatizzanti e giornalisti. Chris Gardner ha parlato del suo rapporto con Milano, legato al ricordo della compagna di vita Holly, “trasferitasi in Paradiso 10 anni fa”, ha raccontato delle sua esperienza in “oltre 600 scuole in tutto il mondo” e del suo rapporto con le nuove generazioni, incarnate da due giovani donne: la nipote e la figlioccia. “Una delle due mi ha detto, un giorno, che un giorno sarebbe stata Presidente degli Stati Uniti. L’altra mi ha detto che sarebbe diventata astronauta e sarebbe andata su Marte. Sapete cosa ho risposto a entrambe? Andiamo!”.

È da qui che nasce Permission to Dream, Il Permesso di Sognare, suo libro più recente che prende le mosse proprio da una conversazione con la nipote. “I sogni non hanno confini, è il regalo più bello che mi ha fatto la vita, che mi ha fatto mia madre, e io voglio trasmetterlo agli altri: puoi essere ciò che vuoi”. Un messaggio che si abbina perfettamente al Brera, come spiega Gardner: “Noi non saremo mai invitati al tavolo dei grandi club della Champions League, non siederemo mai a quello dei proprietari della Premier League, ma a noi non serve perché possiamo costruirci il nostro tavolo e scriverci sopra made in Milan”.

Un progetto ambizioso

L’esportazione del marchio Brera all’estero, partita dalla Macedonia, proseguita col Mozambico e destinata a continuare ancora con prossima destinazione un suggestivo Paese asiatico, è l’evoluzione del progetto della terza squadra di Milano coniato da Alessandro Aleotti. “Siamo partiti dalla Serie D, ma poi mi sono reso conto che tentare di scalare la piramide del calcio professionistico in Italia era un’idea non solo velleitaria ma anche presuntuosa – ha raccontato al pubblico il Presidente del Brera – A Milano non mancava una squadra di calcio tra i professionisti, mancava un laboratorio di cose che si possono fare attraverso il calcio”. Così sono nati progetti come la squadra di calcio di detenuti al Carcere di Opera, o quella dei rifugiati. Con una vocazione sempre rivolta all’impatto sociale del calcio e con la volontà, ora, di fare un passo oltre, esportando il brand Brera nel mondo. A partire dalla Macedonia e dall’incontro con Pandev: “Vogliamo arrivare a giocare la Champions League”, dice Aleotti.

Goran Pandev ha ricordato la storia della sua Akademija, fondata nel 2010, anno in cui ha realizzato i suoi sogni di calciatore con il triplete dell’Inter e ha deciso di occuparsi dei sogni dei bambini meno fortunati del suo Paese. Un percorso che ha poi portato la squadra nel primo campionato macedone e a conquistare la Coppa di Macedonia, fino a chiedersi cosa si potesse fare per andare oltre e incontrare Alessandro Aleotti: “Ora il sogno è entrare nei gironi di Champions. Abbiamo un grandissimo progetto, ci vuole tempo, ma possiamo farcela. L’Italia è la mia seconda casa e sono felice di portare in Macedonia il nome e le idee del calcio italiano”.

Il CEO Sergio Scalpelli ha quindi rivolto un invito alle aziende milanesi a salire a bordo di questo fantastico progetto che, oltre al sogno sportivo e alla visibilità mediatica, offre anche ottime prospettive di sostenibilità economica.

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