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Milano
A Expo è il giorno degli agricoltori. "Ma in Lombardia settore in difficoltà"

L'Unione Europea e' "pronta ad agire e a collaborare" con i Paesi del mondo per raggiungere gli obiettivi di azzeramento della fame, della sicurezza alimentare e del sostengo all'agricoltura. Il commissario europeo all'Agricoltura, Phil Hogan, ha cosi' assicurato l'impegno dell'Ue sui temi di Expo che sono oggi al centro del Forum Internazionale dell'Agricoltura che si sta tenendo proprio sul sito espositivo. Ricordando alla platea di oltre 400 delegati provenienti da 115 Paesi che la sfida e' trovare una soluzione alla necessita' di produrre cibo per tutti, Hogan ha chiarito che l'Europa non intende tirarsi indietro: "siamo pronti ad agire e a collaborare con voi. Dobbiamo essere pronti a raccogliere le sfide di questo e dei prossimi secoli, sviluppando sistemi alimentari sostenibili. Servono un ambiente abilitante, cioe' positivo, e finanziamenti adeguati - ha proseguito Hogan -, il settore agricolo deve giocare un ruolo fondamentale nei progetti planetari del futuro. Dobbiamo innovare piu' velocemente rispetto a quanto fatto negli ultimi anni - ha concluso il commissario europeo -, diventare piu' efficienti dal punto di vista delle risorse e realizzare un mix di politiche che siano intelligenti e realizzabili".

Dirigibile Greenpeace, "agricoltura industriale fa male" - "L'agricoltura industriale fa male al pianeta, invertiamo la rotta". E' quanto scritto sullo striscione di 200 metri quadrati che un dirigibile di Greenpeace si porta dietro sorvolando oggi Milano, in particolare l'area dell'Expo 2015 chiedendo un cambiamento radicale dell'attuale sistema agricolo e di produzione del cibo. Proprio mentre ai ministri dell'Agricoltura, invitati al Forum Internazionale dell'Agricoltura di oggi e domani, viene presentata la "Carta di Milano", il documento che aspira a diventare l'eredita' di Expo2015. "La Carta di Milano non sara' altro che l'ennesimo e inutile 'pezzo di carta' se in Europa e nel mondo si continuera' a finanziare il sistema agricolo industriale, a scapito di pratiche veramente sostenibili", dichiara Federica Ferrario, responsabile campagna Agricoltura sostenibile di Greenpeace Italia.

Ma intanto l'agricoltura lombarda conferma lo stato di difficolta', registrando un peggioramento dei principali indicatori, nonostante i segnali di miglioramento del quadro macro-economico certificati dall'arresto della caduta del Pil italiano nel primo trimestre del 2015. Questo il quadro tracciato dall'indagine congiunturale sulla situazione del settore agricolo lombardo nel primo trimestre 2015, presentata questa mattina a Milano ed elaborata da Unioncamere e Regione Lombardia in collaborazione con le associazioni regionali dell'Agricoltura. (

Nei primi tre mesi dell'anno l'agricoltura lombarda conferma il peggioramento congiunturale registrato nella seconda parte del 2014. Dagli indicatori emerge comunque qualche dato positivo: il calo dei costi produttivi e le esportazioni agroalimentari (+5,8% nel 2014). Numeri di cui, tuttavia, il comparto non riesce a beneficiare a causa di un andamento negativo dei prezzi di vendita in alcuni dei settori piu' rilevanti dell'agricoltura regionale. L'indice Ismea, infatti, certifica una crescita dei prezzi all'origine su base annua dell'1%. Ma il dato e' il frutto di un andamento opposto tra le coltivazioni in deciso aumento (+10,8%) e i prodotti zootecnici che rappresentano gran parte della produzione lombarda e che risultano in calo del 9,1%. L'indagine ha rilevato come il 44% degli intervistati ha dichiarato un fatturato in diminuzione nel I trimestre 2015, una percentuale molto superiore a chi dichiara una crescita (16%). Le valutazioni sulla redditivita' aziendale, poi, raggiungono il punto minimo degli ultimi anni: il 45% parla di una 'redditivita' negativa' e il 7% 'molto negativa' a fronte del 9% di 'redditivita' positiva'. Un segnale positivo, invece, arriva dai costi produttivi, diminuiti per il 25% degli intervistati a fronte di un 22% che li considera aumentati. Passando ai vari settori, la situazione del lattiero-caseario continua a peggiorare a causa del basso livello della quotazioni del Grana Padano, nonostante i buoni risultati dell'Export. Pesa sul comparto la crescita produttiva nazionale (+2,1%) e comunitaria (+3,4%) dell'ultimo anno, che portera' in Italia al pagamento delle multe per lo sforamento delle quote. Nonostante qualche segnale di ripresa, poi, le quotazioni delle carni bovine e suine rimangono decisamente al di sotto dei livelli di un anno fa, confermando le difficolta' del settore. La situazione risulta piu' differenziata per i cereali, ma prevalgono le valutazioni negative a causa del prezzo molto basso del mais, il cereale piu' coltivato in regione. Frumento duro e riso registrano invece andamenti di mercato piu' favorevoli. Infine il vino, che risulta il settore piu' in salute nell'ambito dell'agricoltura regionale, l'unico a mostrare un fatturato in crescita e una redditivita' non negativa.

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