Coronavirus, la Lombardia resta la regione con il maggior numero di contagi
“Oggi, per la prima volta dal dall’inizio della nuova ondata, il totale dei ricoveri in Lombardia ha un segno negativo (-32)”. Lo scrive sulla sua pagina Facebook il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana.
“Un nuovo piccolo segnale di miglioramento. Potrebbe essere un dato isolato o – prosegue il governatore – l’inizio della discesa, i numeri non sono alti come l’ondata che abbiamo affrontato a marzo, ma i nostri ospedali si stanno occupando con enorme impegno di 8.291 persone ricoverate e 915 pazienti in terapia intensiva”. “Consolidare il segno ‘meno’ su questi due numeri – conclude Fontana – è la nostra assoluta priorità: cautela, distanziamento e mascherine”.
“E’ stato detto da parte del ministro Boccia che il Governo vorrebbe mantenere la situazione odierna fino al 3 dicembre”. Lo ha riferito il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana durante un punto stampa al termine della riunione sui parametri. “Queste – ha detto Fontana – sono valutazioni che faremo nei prossimi giorni anche sulla base della evoluzione della situazione epidemiologica”.
Coronavirus, la Lombardia regione con più nuovi casi: + 7.453
Sono 7.453 i nuovi positivi al Covid-19 in Lombardia, a fronte di 37.595 tamponi effettuati. Il rapporto tra tamponi e nuovi positivi e’ del 19,8 per cento, inferiore al 20 di ieri. I decessi nelle ultime 24 ore sono stati 165 (ieri 182) e cala anche il numero di ricoverati nei reparti ordinari, dove si trovano oggi 8.291 persone, 32 meno di ieri. I pazienti in terapia intensiva sono 915, dodici piu’ di ieri. Lo fa sapere il quotidiano bollettino sull’andamento della pandemia diffuso dalla Regione.
Secondo questo bellettino i 7.453 nuovi casi 516 sono “debolmente positivi” e 101 sono stati scoperti a seguito di test sierologico. I guariti/dimessi sono oggi 3.791, per un totale di 7.351 dimessi e 165.496 guariti da inizio pandemia. Il governatore ha successivamente chiarito che, indicando la data del 3 dicembre, si riferiva “non alle misure restrittive, ma ai parametri per la definizione delle fasce”.

