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Covid, infermiere rubò disinfettanti e mascherine in cambio di cocaina
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Covid, infermiere rubò disinfettanti e mascherine in cambio di cocaina

Disinfettanti e mascherine professionali in cambio di cocaina a prezzi scontati: è questo lo scambio che avrebbe visto protagonisti un infermiere milanese ed un presunto trafficante di droga di nome Euprepio Carbone. Si tratta di uno degli elementi al centro dell'inchiesta milanese che oggi ha portato a 24 arresti. I fatti risalgono a fine febbraio scorso, in piena prima ondata del Covid. "Una serie di prodotti sanitari di difficile reperibilita', considerata l'emergenza Coronavirus", tra cui "disinfettante chirurgico e mascherine professionali", sarebbero stati portati via durante il "turno di notte" in ospedale dall'infermiere.

Il particolare emerge dagli atti dell'indagine della polizia, coordinata dal pm Francesca Crupi e con ordinanza cautelare firmata dal gip di Milano Guido Salvini. Carbone, detto 'Genny Savastano' come il boss della nota seria Gomorra, "pur rimasto privo dei suoi 'cavalli'", ossia di intermediari nello spaccio, durante il lockdown "ha continuato - si legge nell'ordinanza - l'attivita' di spaccio, e anche piu' volte al giorno, anche nei mesi dal febbraio all'aprile 2020 e cioe' nel periodo del totale 'lockdown', in modo da soddisfare e fidelizzare, anche con piccole cessioni a credito, la 'clientela'". "Speriamo che questa cosa qua finisce perche' se no qua siamo tutti nella merda se non finisce sto virus", si sentiva dire nelle intercettazioni con gli spacciatori che si lamentavano dei "rallentamenti" dovuti al Covid. Le bande di spacciatori smantellate, stando agli atti, si avvalevano anche "della vicinanza a note famiglie criminali quali i Pompeo e i Flachi", contigue alla 'ndrangheta

"Ho smontato dalla notte (...) queste sono quelle chirurgiche e queste FP3 (...) Questa e' l'amuchina (...) fanne quello che vuoi! (...) Questo e' disinfettante chirurgico ... costa un botto di soldi (...) Le mascherine quando ne ha ancora di piu' te le do senza problemi", diceva, intercettato, l'infermiere. In un'altra intercettazione dello scorso aprile, un altro spacciatore arrestato diceva ad un cliente "che bisognava attendere fino a domani a causa dei rallentamenti creati dal Covid19 e che al momento aveva solo disponibilita' di 'quello brutto'", facendo riferimento all'hashish. Nonostante il lockdown, dall'11 febbraio all'1 marzo 2020, Carbone, dopo aver ricevuto una fornitura di cocaina da un gruppo di albanesi, era riuscitoa a condurre "un'intensa attivita' di spaccio al minuto anche piu' volte nello stesso giorno" con consegne soprattutto a Cormano, nel Milanese.

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