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Da Blatter ai campetti di quartiere, lo sport in campo contro la corruzione

Parte da Milano la battaglia per uno sport davvero pulito

Da Blatter ai campetti di quartiere, lo sport in campo contro la corruzione
zacchetti

di Lorenzo Zacchetti

Non si può certo dire che sia un momento roseo per chi ama i valori più limpidi dello sport. La raffica di arresti ai vertici della Fifa, il continuo emergere di scandali legati al doping, la costante minaccia del calcio-scommesse e le non sempre iimpide connessioni tra società professionistiche, ambienti politici e finanziari rappresentano ragioni di preoccupazione più che fondate.

Tutte queste problematiche, che hanno come fil-rouge lo strapotere dei soldi, rischiano di rompere il legame tra gli appassionati e le varie discipline. Per fortuna, però, ci sono anche dei positivi segnali di ribellione nei confronti di questa deriva affaristica e criminale dello sport.

Ad esempio il Codice Etico dello Sport adottato dal Comune di Milano, in collaborazione con Avviso Pubblico, la rete degli enti locali per la prevenzione della corruzione, e con Transparency International, la più grande organizzazione internazionale che, fin dal 1993, combatte i fenomeni corruttivi, in stretta relazione con Governi ed altre istituzioni locali.

A vent’anni dalla nascita della sua sezione italiana, Transparency International sottolinea la sua attenzione nei confronti dello sport con la pubblicazione “Global Corruption Report”, un documento che contiene con 60 contributi specialistici sul tema, con analisi dettagliate su casi pratici come quelli che hanno recentemente riguardato l’assegnazione dei mondiali di calcio, le Olimpiadi di Rio, i Giochi invernali di Sochi e la governance delle squadre del football inglese.

All’interno del prezioso documento, è stato inserito anche il Codice Etico dello Sport del Comune di Milano, citato come esempio virtuoso di lotta alla corruzione. I suoi dettami sono chiari, ma non impositivi. L’adesione al Codice avviene infatti su base volontaria ed è quindi un segnale molto incoraggiante il fatto che, dei 113 concessionari di impianti pubblici a Milano, ben 43 abbiano già deciso di sottoscrivere il Codice ed applicarlo nella propria vita quotidiana.

Anche grazie a questo strumento, è possibile preservare il valore dello sport come insostituibile strumento di coesione sociale sul territorio, migliorando la qualità del servizio offerto ai cittadini ed in particolare la corretta funzione pedagogica della pratica sportiva, come viatico alla condivisione delle regole e dei valori di integrazione e pacifica convivenza.

Sono i temi che maggiormente mi stanno a cuore e che mi hanno spinto a trasferire in politica l’esperienza acquisita in tanti anni di impegno professionale nel mondo dello sport. Per questo motivo, ho accettato con piacere l’invito a discutere di questi temi nella serata organizzata da “HOF – Hall Of Fame”, il particolare sport bistrot di Piazza Piemonte, dove oltre a seguire lo sport internazionale in televisione si ospitano con cadenza quasi quotidiana dibattiti e presentazioni di libri a tema sportivo.

Il dibattito si intitola “Per uno sport pulito – Dal nuovo corso della Fifa al codice etico del Comune per i campetti di quartiere” e vede al coordinamento Simone Stenti, volto noto del giornalismo televisivo (JTV, Telenova…), già firma de “La Stampa” e direttore della versione italiana di “Four Four Two”.

Un contributo fondamentale alla discussione è dato da Anna De Censi, consigliera del Comune di Milano, che, nella sua veste di Presidentessa della Commissione Sport, ha partecipato alla stesura del Codice Etico, in collaborazione con David Gentili, Presidente della Commissione Antimafia. Il panel vede anche la preziosa presenza di Massimo Scarinzi, giornalista di Telenova con una notevole esperienza in campo sportivo, nonché Consigliere della Zona 3.

Se i casi riguardanti Blatter, Platini e la Sharapova hanno catturato l’attenzione dei media di tutto il mondo, la stessa decisione va posta nel prevenire e combattere la corruzione e l’illegalità nelle palestre e nei campi di quartiere, perché rappresentano le radici fondanti del sistema dello sport. Iniziative come quella dell’HOF possono aiutarci a vincere questa partita decisiva.