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Milano
Expo, è il Putin day: "Italia partner importante"

Vladimir Putin è giunto in mattinata al padiglione russo di Expo per l'incontro con il premier Matteo Renzi e rappresentanze degli imprenditori italiani. Per garantire la sicurezza della visita del presidente russo, Palazzo Chigi e Cremlino hanno impiegato 90 uomini in una vasta serie di controlli. L'area posta in sicurezza per la visita del premier russo Vladimir Putin è grande il doppio di quella preparata per la visita del presidente italiano Sergio Mattarella. La zona brulica di carabinieri e polizia, ma anche di servizi di sicurezza russi. Per l'occasione anche i baracchini mobili di Grom e di una friggitoria napoletana sono stati "sequestrati" dalle transenne.

L'ARRIVO E I MANIFESTANTI: "NO SANZIONI!"/ Appena arrivato con una delegazione di 25 auto, Putin  è stato accolto dal premier Matteo Renzi, insieme alle istituzioni e ai vertici di Expo. L'agenda della mattinata ha subito uno sforamento di circa 1 ora per il ritardo di Putin. Sulla tabella di marcia l'arrivo del leader del Cremlino e l'inizio della cerimonia di apertura era previsto per le 10,45.  Questo e' il secondo incontro da inizio anno, tra i due leader, dopo la visita del capo del governo italiano a Mosca il 5 marzo scorso. All'arrivo di Putin, un gruppo di manifestanti con le bandiere russe ha chiamato a gran voce il premier Renzi. "Matteo Matteo: no sanzioni! No sanzioni! No sanzioni!". La richiesta è in riferimento alle sanzioni economiche che Usa e Stati Uniti stanno applicando contro la Russia in risposta all'aggressione russa all'Ucraina.Il premier russo è entrato in macchina a Expo accolto da una folla urlante "Putin Putin".

"ITALIA PARTNER IMPORTANTISSIMO"/ "L'Italia e' un importantissimo partner" della Russia in Europa. E la Russia è stata tra i "primi" Paesi a sostenere la candidatura di Milano all'Expo del 2015. Lo ha detto Vladimir Putin, nel suo intervento alla cerimonia di avvio del national day della Russia a Expo Milano 2015. Putin, e il premier Matteo Renzi al termine del discorsi ufficiali sono saliti insieme sull'auto di rappresentanza russa, dirigendosi verso i padiglioni dei rispettivi Paesi per la visita ufficiale. "Non ci sono solo link culturali ma tante questioni che ci uniscono. Viviamo un momento difficile per tanti problemi". Cosi' il premier Renzi.

TERRORISMO, LIBIA E MEDIO ORIENTE/ "La condivisione della preoccupazione e la volonta' di trovare insieme una soluzione alla minaccia del terrorismo internazionale sono stati la priorita' dei nostri colloqui". Lo ha affermato il premier Matteo Renzi durante la conferenza stampa congiunta con il presidente russo, Vladimir Putin, al termine dell'incontro bilaterale. "Abbiamo affrontato il delicato tema del Mediterraneo legato alla Libia - ha detto - e la minaccia del terrorismo internazionale che vede lo stesso rischio per il Medioriente e l'Afghanistan". Si tratta di un tema che "necessita di considerazioni prioritarie, la situazione del Mediterraneo non sia solo legata all'emergenza ma anche al contrasto al terrorismo". Quanto succede in Libia e' la "conseguenza della catastrofe economica e la conseguenza dell'intervento nel 2011" che porto' alla destituzione di Muammar Gheddafi, ha sostenuto il presidente russo.

L'ESCLUSIONE DAL G7/ "La Russia - ha detto Renzi - sia in prima fila con l'Europa e gli Stati Uniti per affrontare le minacce globali. Il terrorismo internazionale - Boko Haram, l'Isis, Al Qaeda - sono sigle diverse ma il filo conduttore e' un'ondata di estremismo e fanatismo che uccide degli innocenti". Secondo Renzi quindi "abbiamo necessita' e i piu' grandi Paesi del mondo abbiano luoghi in cui collaborare. Il formato con cui ci si riunisce - risponde a una domanda sull'esclusione della Russia dal G7 - dipende dalle circostanze e dagli eventi". L'auspicio di Renzi quindi e' che "accettando integralmente gli accordi di Minsk 2 si possa togliere dal tavolo quello che oggi e' l'unico elemento di divergenza. Sugli altri temi c'e' profonda convergenza". "Non c'e' nessun rapporto col G7", ha aggiunto il presidente russo. Quando Mosca faceva parte del G8, ha ricordato il capo del Cremlino, "partecipavamo, proponevamo un punto di vista alternativo" ma "i nostri partner hanno deciso che non ne avevano bisogno". "Hanno deciso che deve essere un gruppo di interesse, speriamo che abbiano successo", ha concluso.

UCRAINA, SANZIONI E RAPPORTI COMMERCIALI/ Si è parlato anche di Ucraina, con Putin che ha affermato: "Non ci sono altre soluzioni se non la pace", ma non tutti gli aspetti degli accordi di Minsk sono stati applicati". Vladimir Putin ha auspicato un superamento o una modifica delle sanzioni internazionali legate al conflitto ucraino per poter garantire la continuita' dei rapporti economici con Paesi come l'Italia. "Abbiamo parlato delle sanzioni in modo realistico, con i piedi per terra, abbiamo detto di come ci impediscono di collaborare" sul piano economico, ha spiegato il presidente russo nella conferenza stampa con il premier Matteo Renzi al termine del colloquio all'Expo di Milano. "Tutti i progetti in comune sono bloccati dalle sanzioni, o si eliminano e si apportano modifiche", ha auspicato il capo del Cremlino, "dobbiamo sostenere le aziende che vogliono lavorare e soprattutto non dobbiamo rinunciare ai contratti gia' firmati". Vladimir Putin ha ricordato che l'Italia e' il "quarto partner commerciale" della Russia con "oltre 400 aziende italiane" presenti. Nella conferenza stampa congiunta con Matteo Renzi all'Expo di Milano, il presidente russo ha sottolineato pero' come di recente gli scambi si siano "ridotti del 10 per cento e, nell'ultimo trimestre, del 25 per cento" a causa delle sanzioni per il conflitto ucraino. "E' una situazione non soddisfacente per i russi ma io credo anche per l'Italia", ha affermato il capo del Cremlino, "gli imprenditori italiani non vogliono una riduzione degli scambi commerciali". Secondo Putin, a causa delle sanzioni le aziende italiane avrebbero perso affari per "un miliardo di euro".

RENZI: "NON HO IL FISICO PER LA VODKA"/ Diverse le battute a tema alcolico da parte del premier Matteo Renzi che, durante una pausa dei lavori, ha affermato scherzando: "Non ho il fisico per la vodka", soprattutto visto l'orario. Ha preferito bere una bevanda russa, Kvas, a bassissima gradazione.

 

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