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"Fontana? Ha esitato troppo a cacciare Moratti. Attenzione Fdi..."

"Fontana? Ha esitato troppo a cacciare Moratti. Attenzione Fdi..."


"Le regole della politica dicono che la rielezione di Attilio Fontana sia alla portata. Ma io non ho mai dato per scontato né le sconfitte annunciate né tantomeno le vittorie. Nemmeno quando si vinceva facile con Roberto Formigoni o Roberto Maroni". Viviana Beccalossi, tra le fondatrici di Fratelli d'Italia, oggi siede in Consiglio tra i banchi del Gruppo misto. In Regione è stata anche la vicepresidente di Formigoni per più di otto anni. In un'intervista ad Affaritaliani.it Milano dice la sua a pochi mesi dalle regionali, commentando anche quanto sta succedendo nella Lega dopo l'espulsione dei tre consiglieri – poi diventati quattro - vicini a Umberto Bossi che hanno formato un nuovo gruppo al Pirellone: "Una delle questioni che mi ha portato a lasciare Fdi è proprio quella federalista. Mi auguro che trovino un modo di convivere e rappresentare le istanze del Nord".

Beccalossi, strada spianata dunque per Fontana?
Il quadro politico che appoggia Fontana a livello nazionale è stato vincente in maniera anche eclatante. E il fatto che pure alle regionali ci si presenti con un centrodestra unito rende la sua partita più facile rispetto a quella del centrosinistra che ha due candidati, forse tre. Ma bisogna lavorare, come Fontana sta facendo, battendo il territorio palmo a palmo e spiegando le cose che sono da fare.

In campo c'è anche l'ex vicepresidente di Fontana, Letizia Moratti
Una candidatura che, francamente, trovo ancora incomprensibile a distanza di mesi. Soprattutto perché è rimasta in carica senza dire niente a nessuno: abbiamo tutti appreso della sua candidatura dalle agenzie. Una cosa bizzarra al limite quasi dello scorretto. Non ho mai visto un vice in carica che si candida contro il presidente. E comunque, anche se non sono in giunta, nei tavoli della maggioranza non mi risulta che lei abbia mai avuto alcun tipo di screzio con gli altri colleghi o direttamente con Fontana. Ha sempre lavorato in sintonia con tutti, e viceversa.

Una rivalsa personale?
Sembra, anche se non si capisce nei confronti di chi. Forse una velleità personale che però stride rispetto a come era nato il suo impegno al Pirellone. Lei stessa, quando era arrivata, aveva parlato di una sorta di spirito di servizio da rendere alla Regione. E quindi non perché le era stato promesso di fare la candidata, cosa tra l'altro non vera. O ha mentito prima, o dopo. Se io da vice di Formigoni avessi fatto una cosa del genere un minuto dopo sarei andata giustamente a casa. Fontana non l'ha voluto fare, forse anche esitando un po' troppo, per eccesso di signorilità e di prudenza politica.

Moratti prima ha aperto al Pd, poi alla Lega di Bossi. Cosa ne pensa?
Come si dice a Brescia, mi sembra, politicamente parlando, che stia facendo il giro delle sette chiese con il cappello in mano. Ha aperto le porte al Pd, ha strizzato l'occhio al mondo Lgbt, adesso vanno bene anche i bossiani. Della serie, va bene tutto. E anche questo stride con la figura di Moratti che avevo sempre immaginato, con la schiena dritta e dei riferimenti molto chiari. Invece mi sembra nella confusione più totale. Forse si è resa conto che la sua è una candidatura debole. O forse qualche suo consigliere, che ha tutto da guadagnarci, se ne sta approfittando.

Cosa sta succedendo nella Lega?
Quello che normalmente accade quando un partito passa dal 35% all'9%. Un terremoto era prevedibile, e i primi congressi provinciali dopo il voto nazionale sono finiti con la vittoria dei 'malpancisti' in importanti città come Bergamo e Brescia.

Intanto però i tre consiglieri sono stati espulsi. E a loro ieri si è aggiunto anche Max Bastoni.
Non sta a me giudicare, ma da sempre guardo con simpatia alla Lega e mi dispiacerebbe se fossero cacciati così perché rappresentano delle istanze molto care a coloro che hanno sempre votato il Carroccio. I consiglieri che hanno creato il gruppo, poi, sono tutti pronti a sostenere Fontana e mi auguro che questo gli sia consentito e che non venga lanciato nessun anatema. Li ho conosciuti in questi cinque anni, si sono sempre impegnati votando secondo le direttive del partito.

Questa situazione rischia in qualche modo di indebolire Fontana?
Mi auguro che anche Fontana, il più autorevole rappresentante della Lega in Lombardia, trovi un modo per far coesistere queste due realtà e che la sua saggezza gli serva per fare da mediatore in questa situazione. Nell'interesse non solo di se stesso, ma anche della Lega e dei suoi elettori. C'è bisogno di un Fratelli d'Italia forte ma anche della Lega e di Forza Italia, sennò diventa tutto più complicato.

Oggi sembrano voler approdare tutti in Fdi.
Un film che abbiamo già visto. Quando un partito è molto forte c'è la corsa a salire sul carro dei vincitori. A differenza di quando c'ero io, oggi Fdi non ha bisogno di accettare chiunque. Mi auguro che facciano delle distinzioni senza aprire le porte a tutti. C'è una sottile differenza tra chi può arricchire un partito e chi vuole usarlo solo per essere eletto. Se Fdi vuole rimanere in testa deve trovare la giusta mediazione, allontanando chi vuole servirsene come se fosse un autobus.

Deputata, vicepresidente del Consiglio regionale, vicepresidente della giunta. Cosa farà in futuro Beccalossi?
Sono orgogliosa di aver fondato Fdi e sono molto felice per Giorgia Meloni che ha dimostrato coerenza e coraggio nell'andare avanti, anche quando sembrava perdente. Detto ciò sono grata per le tante soddisfazioni che mi ha dato la politica: credo darò una mano ad Attilio mettendomi le scarpe de ginnastica per volantinare, fare dibattiti e sostenerlo. E così farò anche per il candidato sindaco a Brescia. Ma il mio non sarà un impegno diretto. Poi vedrò, ma in questo momento sento di dover ridare il tanto che ho avuto.

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