I Hate Milano

di Mister Milano

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I Hate Milano
Exposessuale ed Expocalisse. Le nuove "specie" di Milano
made expo

Per caso, un po' come il Natale di Renato Pozzetto (quello che "quando arriva, arriva") Expo alla fine ci si e' materializzato davanti. Certo dei 20 milioni di turisti pronti a invadere la città, tramutandola in una megalopoli che nemmeno Calcutta, ancora non si e' vista l'ombra, e nemmeno delle 15 mila prostitute che dovrebbero sollazzarne le turpi voglie.

Quello che invece non manca, dall'ormai lontano 2008, e' l'italica attitudine alla divisione netta, sacra,o con noi o contro di noi, nessuna sfumatura di grigio. 50 anni dopo Valcareggi e il Mazzola-Rivera, Expo e' diventata l'ennesima occasione per schierarsi a prescindere, per credere ancora prima di vedere. Così', in città' si sono formate e via via consolidate due specie antropologiche opposte che in questi giorni di vigilia, vivono - finalmente - il loro apogeo. Eccole descritte con più' rigore possibile.

L'EXPOSESSUALE

Inforca un paio di occhiali a montatura spessa, indossa la camicia azzurrina ma la sdrammatizza arrotolandosi le maniche come in una Leopolda senza domani, ha in via Tortona la sua personale Shangri-La e li vi passa la maggior parte della vita, spesso senza avere un cazzo da fare in zona. Ha passato gli ultimi sei anni a molestare chiunque gli sia capitato a tiro magnificando l'avvento di Expo, un'entità pagana in grado di riscattare il destino di tutti i milanesi. Danzando al buio attorno a una riproduzione del Logo, l'Exposessuale ha trasformato Expo nel suo personale oggetto transizionale, e ora quando ne parla si eccita al punto che il viso gli si arriccia in una smorfia di incontenibile piacere. Studenti usciti da scuola, anziani sul tram, massaie al mercato: tutti hanno imparato a conoscere l'Exposessuale, che ti piomba addosso dal buio di una siepe e ti investe con i suoi "Expo e' un'occasione unica", "signora mi creda, qui parliamo di riscatto del sistema Paese", "Non ho dubbi, e' Gran Milano" senza peraltro preoccuparsi, in nessuna occasione, di spiegare il perché'.

Nei casi più' gravi, l'Exposessuale e' uso spogliarsi nudo, cospargersi il corpo di olio italiano doc e poi guardarsi allo specchio ballando sulle note della "Expo song" (https://www.youtube.com/watch?v=jOK0ABOu9hA)

Altri sono stati avvistati ai giardini di Porta Venezia, al sabato mattina, mentre avvicinavano i passanti, si aprivano l'impermeabile ed esibivano una gigantografia di Oscar Farinetti. In un caso, pare che un Exposessuale di Porta Genova abbia invitato i suoi amici a cena per una grigliata, e poi, davanti a loro, si sia tagliato alcuni strati di adipe, li abbia cotti alla brace e in una sanguinante estasi mistica li abbia serviti in tavola dicendo "mangiate, e' carne italiana a centimetri zero".

L'EXPOCALISSE

Esibisce una folta barbiglia, ama fare shopping tra gli scaffali della raccolta ciechi, sembra portare su di se' il peso di ogni singola ingiustizia commessa contro chiunque in qualsiasi parte del mondo anche se non si e' mai alzato prima delle dieci di mattina in vita sua. Ha passato gli ultimi anni come un predicatore, girando in metropolitana armato della sua copia del Fatto Quotidiano a mo' di Vangelo, cercando di mettere in guardia il popolo dall'avvento della Catastrofe. Ha accolto le notizie delle varie inchieste giudiziarie come presagi dell'Inevitabile, chiudendosi in un lugubre silenzio alla Belle Aurore, dove all'ora dell'aperitivo (ha un tavolo riservato) sussurrava solo "io l'avevo detto", mentre le studentesse di Scienze Politiche lo osservavano con la stessa ammirazione dei Corinzi con San Paolo. In virtu' di un indimostrabile teorema, e' convinto che Expo abbia corrotto la coscienza collettiva della città', tutti, nessuno escluso, compreso se' stesso, e per questo, per espiare, ogni mese ha preso i libri di Peter Gomez, li ha avvolti in un asciugamano, e se li e' ripetutamente tirati addosso, in un rito di penitenza ed espiazione al tempo stesso.

Numerosi studiosi di scienze comportamentali hanno provato ad avvicinarlo. Per gentile concessione della facoltà di Antropologia dell'Universita' Statale pubblichiamo un estratto riguardante la conversazione tipo dell'Expocalisse, quando all'ora del tramonto avvicina gli incolpevoli, ma secondo lui colpevolissimi, passanti.

Expocalisse: "rubbato"

passante: "prego?"

Expocalisse: "rubbato"

passante: "ma che vuole da me?"

Expocalisse (mostrando un logo Expo): "rubbato, rubbato!"

passante: "Ah, si riferisce a Expo. Sa, il problema e' del Parlamento, una legge sulla corruzione sarebbe.."

Expocalisse: "rubbato! rubbato! rubbato!

passante: "certo, pero' non perdiamo le speranze, Expo potrebbe.."

Expocalisse (agitandosi): "rubbb-bbba-toooo!"

passante: "d'accordo, ma i responsabili sono stati individuati e..

Expocalisse (minaccioso): "RUBBBBBBATOOO!!!"

passante: "ma santo cielo, d'accordo, ma guardiamo al positivo, rispetto a Tangentopoli...ma cosa fa? mi lasci stare! Aiuto!!"

E' a questo punto che, sentendosi sfidato su un terreno a lui sconosciuto, quello della dialettica, l'Expocalisse non ci vede più', e brandendo copie di Micromega inizia a compiere rituali una volta in uso al tribunale dell'Inquisizione sul corpo del povero passante.

Buon Expo a tutti.

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