I Hate Milano

di Mister Milano

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I Hate Milano
I lupetti della nuova sinistra italiana. I Hate Milano
Matteo Renzi boyscout

L’hanno chiamata “Sinistra Mastrolindo”, con evidente intento sarcastico. Ma secondo me il nome giusto e’ “Lupettismo” e a pensarci bene c’e’ poco da ridere. Il fenomeno del lupettismo, (oggi Pensiero unico e dominante) lo faccio personalmente risalire al concerto davanti alla Stazione Centrale, quello coi dj e la musica elettronica, con Pisapia e Boeri ancora a sghignazzare insieme. Ecco, io li ero coi miei amici, tutta gente che della politica non gli interessa un granche’, ma erano li’ per la serata, e io mostravo loro come fosse diversa la Milano che sarebbe arrivata con Giuliano rispetto a quello cui eravamo abituati con la cura De Corato Van (col senno di poi, avrei fatto meglio a starmene in ciabatte a guardare Qui Studio A Voi Stadio).

Quella sera notai un gruppo di persone di una certa eta’ vestiti da ciula. Bermudoni larghi, camice azzurre pesanti, fiocchi vari intorno al collo. Non sono cresciuto qui, per tanto un mio amico mi disse che quelli erano “i boy scout”. Li ho guardati e ho pensato “bene, l’unione fa la forza”. Mai avrei immaginato che 4 anni dopo questi, se non la pensi come loro, ti sbattono fuori con la forza! Perche’ i lupetti sono ovunque: da Capo Branco Caudillo che ulula i suoi diktat dalla tana romana fino agli amministratori locali che hanno fatto il pieno di voti di preferenza, il lupettismo non e’ una parte della sinistra italiana. Il lupettismo e’ la sinistra italiana. 

E se ti azzardi a dissentire, ti tocca dover litigare in tv: ma non con Capo Branco Caudillo, che comunque e’ una persona seria, ma con una pletora di giovani soldatesse pronte a morire per la causa. Le quali, dal momento che provengono da un precedente stato di morte – nessuno le ha mai cagate manco per sbaglio per anni - ora difendono l’onore del Demiurgo che diede loro il Soffio della Vita senza esclusione di colpi, con uno sprezzo del ridicolo cosi’ grande che dovrebbero donarlo a una qualche Universita’ italiana perche’ possa essere studiato. Di piu’: un alieno che si trovasse di passaggio, a fare rifornimento sulla nostra nazione, non avrebbe dubbi: “Ma figa ma quale pensiero critico?” direbbe con la pompa di benzina in mano. “Quale lotta di classe, quale riformismo coraggioso, testine: questa sinistra sembra un testo di Baglioni!”. (e prima di sgasare e ripartire in penna  verso Alfa Centauri, son sicuro aggiungerebbe: “E poi le gnocche piacevano solo a Berlusconi eh? Mavaaazzanardo, va!)

Il vero problema e’ che il lupetto analizza e interiorizza ogni fatto del mondo solo con un criterio: il politicamente corretto. La domanda non e’ “come posso servire il bene comune?”. La domanda e’ sempre “come posso declinare la mia ideologia lupettosa per servire il bene comune?”. Di esempi ne abbiamo a tonnellate: per esempio i giovani candidati lupettosi che dicono di passare tanto tempo “nelle bocciofile, con gli anziani. Persone straordinarie”,  le cui groupies, con sorrisone alla “ItaliaUnoooo!” si facevano i selfie mentre pulivano la scritta “Carlo Vive” nella Domenica delle Spugne. E visto che ora la briscola e’ a bastoni e questi hanno in mano asso, tre, re, donna e pure fante, diventa impossibile credere che un altro tipo di sinistra possa non dico bilanciare, ma quanto meno contrastare il dilagare della nuova Gioventu’ riunita al grido “spugna e sorrisetto, lupetto perfetto”.

Vien da pensare a Genova 2001, all’aula dedicata a Carlo Giuliani. Se lo stesso fatto fosse accaduto a Milano, oggi, quali sarebbero state le reazioni? Sbagliero’, ma io mi vedo un Giuliani condannato post-mortem. E magari le stesse groupies con la spilletta con la P e la D a gridare “ItaliaUnoooo!” mentre ne asciugano il sangue che ha “imbrattato l’asfalto”. Perche’ il punto politico e’ uno: la sinistra che per anni si e’ identificata in Bertinotti, ora cosa deve fare? Non parlo dei politici della sinistra radicale, che dovrebbero essere chiusi nudi in una Panda nel padiglione del Brasile, ma non quello temporaneo che c’e’ a Expo, quello permanente che c’e’ a Piazzale Lagosta, e li espiare per tutti i peccati. Parlo degli elettori. Esiste un modo per essere di sinistra senza essere lupetto? Tra il bastone del black block e i Tin-Tin che gridano “ItaliaaaUnoooo!!” esiste qualcos’altro? Come dite? Il maglioncino color catetere di Pippo Civati? J Ax pelato che ormai parla come Gigi Marzullo (il No Expo e’ un sogno o i sogni aiutano i No Expo?). Capito. Vado a guardarmi Qui Studio A Voi Stadio.

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