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Ippodromo, ricorso contro il vincolo monumentale. Snaitech entra nella partita

Ippodromo, ricorso contro il vincolo monumentale. Snaitech entra nella partita

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Snaitech ha presentato ricorso contro il vincolo monumentale sull'area dell'Ippodromo di Milano. Lo ha reso noto il consigliere comunale Enrico Fedrighini (Milano Progressista) durante la seduta del 4 giugno tenutasi da remoto. SnaiTech è la società proprietaria del Quartiere Ippico di San Siro dal 1996: un milione e mezzo di metri quadrati di verde, piste di allenamento e scuderie. Sito su cui grava sin dal 2004 la dichiarazione di interesse storico-artistico per l’area e gli immobili dell’Ippodromo del Galoppo “San Siro” e del Centro di Allenamento del Galoppo “Trenno”. La società ha depositato ricorso al Consiglio di Stato contro Ministero dei beni culturali, Regione Lombardia e Comune di Milano per far annullare la sentenza del Tar Lombardia che, nel 2018, ha confermato l'esistenza del vincolo.

Un ricorso con cui la società big delle scommesse e del gioco vuole convincere il massimo organo della giustizia amministrativa che il vincolo monumentale è ormai sorpassato dal tempo. Si legge infatti nelle 34 pagine dell'atto che la proprietà immobiliare di Snaitech nel quartiere San Siro è soggetta da “quasi da un ventennio a ripetuti interventi della Soprintendenza di Milano” allo scopo “di salvaguardare le caratteristiche storico-artistiche – per molti aspetti insussistenti – del Comprensorio”. E che “le scelte urbanistiche del Comune di Milano a partire dal secondo dopoguerra hanno determinato la progressiva urbanizzazione del contesto territoriale circostante al Quartiere Ippico di San Siro e il conseguente stravolgimento delle condizioni ambientali per le quali originariamente il sito era stato scelto per la realizzazione di un comprensorio dedicato ai cavalli”. Per Snaitech il “vincolo culturale di mera destinazione” finisce per trasformarsi “in una rilettura nostalgica del passato”. Che “pretende di far rivivere all’interno di queste strutture un’attività sportiva che non può più essere esercitata al suo interno” perché “sono mutate le caratteristiche intrinseche che connotano lo svolgimento di tale sport” e “lo sviluppo urbanistico delle aree circostanti (deciso dal Comune di Milano) non rendono più questi immobili idonei all’allevamento e all’allenamento dei cavalli da corsa”.

Per il consigliere comunale Enrico Fedrighini, che ha chiesto e ottenuto dall'assessore all'Urbanistica Pierfrancesco Maran che il Comune si costituisca nel procedimento, è questa una ricostruzione dei fatti che non corrisponde a realtà. “Snaitech ha comprato l'Ippodromo nel 1996 – dice ad Affaritaliani.it Milano –. Da allora non è stato edificato un centimetro cubo di città attorto al quartiere ippico. La società si dimentica di dire che nel frattempo l'amministrazione comunale di Milano ha aperto una fermata della metropolitana che si chiama San Siro/Ippodromo della linea M5 e che, quindi, non solo non vi è stato alcun accerchiamento urbanistico ma addirittura l'aggiunta di servizi di interesse pubblico anche a beneficio della proprietà”. “Una proprietà – aggiunge – che in effetti negli ultimi anni sembra più interessata a organizzare grandi concerti o altre operazioni, quelle sì in grado di devastare gli impianti. È evidente che il mantenimento dell'attività ippica non sia più il focus di Snaitech”.

La partita sull'Ippodromo che sta giocando SnaiTech si inserisce nel quadro del più ampio progetto su San Siro. Quasi un anno anno fa, il 24 giugno 2019, Milan e Inter annunciano l'intenzione di costruire il nuovo stadio di Milano con un maxi piano di infrastrutture connesse che allarga il perimetro dell'intervento ben oltre lo stadio in sé e che si sta configurando come un'operazione immobiliare con richiesta di deroghe e varianti rispetto al Pgt approvato dal Comune. L'area dell'ex Trotto è già passata di mano a Hines, uno dei big dell'immobiliare italiano e milanese. Che per bocca del proprio senior director Mario Abbadessa ha annunciato nel 2019 un piano che prevede circa 400 appartamenti da realizzare sull'ex Trotto e da dare in affitto a famiglie e anziani con tanto di “baby sitter ogni 30 appartamenti”. Nel caso di specie Hines non ha chiesto aumenti dei diritti edificatori rispetto a quanto già previsto dal Pgt. Dal punto di vista dimensionale è proprio Snaitech invece il più grande operatore presente nell'area che sarà interessata dal progetto San Siro. E se dovesse ottenere la rimozione dei vincoli è facile prevedere un interesse da parte di vari operatori immobiliari nel rilevare le aeree. “Riteniamo che il ricorso abbia scarse possibilità di successo – dice l'assessore Pierfrancesco Maran – e ci costituiremo in questa causa per verificare la conferma del vincolo”. “Questa improvvisa fibrillazione di SnaiTech – chiude il consigliere comunale Enrico Fedrighini – non è la prima occasione e non sarà credo l'ultima. Ci ribadisce l'importanza della gestione di ogni aspetto che riguarda il progetto del nuovo Stadio a San Siro dove il Comune deve avere un ruolo di guida strategico su tutto ciò che avviene in quell'area”. Il progetto su San Siro continua a far discutere la città. Il 3 giugno è saltata la Commissione Bilancio il cui ordine del giorno era proprio “Informativa e Aggiornamento su ambito San Siro”. Molti consiglieri comunali lamentano il fatto che Milan e Inter non abbiano ancora presentato un piano economico-finanziario definito mentre continuano a circolare slide. Rumors interni alla maggioranza a Palazzo Marino parlano di nervi tesi fra alcuni assessori della giunta Sala. Chi pronto ad accettare le proposte delle società calcistiche, senza troppo discutere, perché l'investimento da quasi 1,5 miliardi messo sul piatto fa gola alla Milano provata dal Coronavirus e chi invece non accetta l'atteggiamento che le due società hanno tenuto fino ad oggi nei confronti dell'amministrazione pubblica.

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