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L'inchiesta di Bergamo del senno del poi. Commento

L'inchiesta di Bergamo del senno del poi. Commento

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L'unico commento su questa inchiesta di Bergamo dovrebbe essere che "del senno del poi sono piene le fosse". Certo, dopo tre anni si troveranno errori ed omissioni nella prima fase della pandemia. Certo, si troveranno errori di valutazione e sottovalutazioni. E magari, ma di questo non siamo sicuri, si troveranno anche errori formali. Dopo tre anni, con una bella superperizia di un senatore Pd, ovvero Crisanti, che è stato sbeffeggiato e smentito anche dal governatore Zaia, che di fatto ne decretò la fama all'inizio del Covid, si chiude l'inchiesta sulle prime settimane di pandemia.

Almeno la Procura ha evitato di impattare sulle Regionali

E che cosa fa quest'inchiesta? Propone un gruppo di indagati eterogeneo. Non solo i politici e le istituzioni che presero le decisioni, ma anche chi quelle decisioni le suggerì, ovvero i medici del Cts. Un plauso alla Procura: ha evitato di impattare sulle regionali. In altri tempi non avrebbero avuto questa sensibilità, questa volta sì. Ma i complimenti finiscono qui. Perché non si capisce che senso possa avere mettere sotto inchiesta un premier per la mancata chiusura di una zona, quella di Alzano e Nembro, tre anni dopo. Mi spiego: la gente si scorda che la Costituzione impedisce di obbligare il popolo a stare in casa. Non esiste una cosa del genere, nella nostra carta fondamentale. Ed è stato fatto perché ci sono stati i morti di Bergamo e la situazione era ingestibile. La gente si scorda che sembrava impossibile blindare una intera zona.

Covid, errori? Certo. Ma è facile valutare oggi...

Oggi è facile dire che andava fatto prima, ma ai tempi non si capiva niente. Errori? Sì, certo. Attenzione: vale per Conte e per Fontana. Vale per tutti quelli che hanno combattuto contro il Covid. Questa inchiesta ha il sapore di quelle che vengono intentate ai medici perché non salvano la vita al moribondo. Ma secondo voi un governatore o un premier, e non importa la parte politica, provocherebbero scientemente la morte di migliaia di persone? Io non lo credo, e non lo credono neppure le centinaia di migliaia di persone che sono tornate a votarli, Conte da una parte e Fontana dall'altra. Ha la minima stima di Speranza, e credo che abbia fatto disastri, ma una inchiesta contro di lui sul Covid è di una pochezza impressionante.

Inchiesta Covid a Bergamo: il tema del piano pandemico

C'è poi la questione del piano pandemico. E' tutto da vedere se un piano pandemico elaborato prima del Covid senza sapere che ci potesse essere un virus come questo sarebbe stato efficace. Burocraticamente, pare che fosse fermo al 2016. Sotto inchiesta tutti anche per questo. Vien da chiedersi se apriranno inchieste anche in tutte le altre Regioni d'Italia, che non risulta fosse all'avanguardia da questo punto di vista. Ma anche se fosse, il paragone è con una casa che va in fiamme e il capofamiglia vede morire i figli. Alla fine si trova indagato perché su una carta del catasto il muro del giardino è segnato 20 centimetri più in là. Oltre al dolore, la beffa. Dolore, sì. Perché non ci scordiamo che i politici, di qualunque colore, sono uomini e non mostri. E quando vedono morire la gente si disperano, piangono, soffrono. Altrimenti sarebbero merde, non uomini.

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