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La battaglia del medico anticovid Schianni per una sanità vicina al territorio

La battaglia del medico anticovid Schianni per una sanità vicina al territorio

A tu per con Maurizio Schianni, 60 anni, medico di medicina generale, specialista in cardiologia ed ematologia, consulente del Tribunale di Milano con studio in via Botta, 19 nel quartiere sud di Porta Romana a Milano. Durante la fase più critica della pandemia ha curato e salvato a domicilio decine di pazienti malati di Covid, “senza però trascurare gli altri malati”. Non ama essere definito un eroe, ma solo “un uomo al servizio di altri uomini”. Per portare avanti la “battaglia per una sanità più vicina al territorio” ha deciso di accettare la candidatura per FdI come consigliere di zona al Municipio 4 di Milano (Porta Romana, Porta Vittoria, Forlanini, Monluè, Rogoredo).

Dott. Schianni, come ha vissuto da medico questo biennio di pandemia?
Sono stati due anni drammatici. Personalmente non ho avuto un giorno di riposo, tra visite domiciliari, dolore e morte. Noi medici di base siamo stati costretti a svolgere un lavoro burocratico umiliante – che non ci compete - per compilare le schede sui portali di Regione Lombardia e ATS per la richiesta di tamponi etc., perdendo così ore preziose che avremmo dovuto dedicare ai pazienti Covid e non. Purtroppo le giornate sono solo di 24 ore, durante il picco pandemico avrebbero dovuto essere di 48… I morti per Covid in Italia sono stimati in circa 150.000. A mio parere sono sottostimati, molti non sono stati mai registrati. Conosco al riguardo diversi casi. Senza contare le morti indirette per altre patologie: soggetti che per timore o per l’impossibilità di recarsi in ospedale a causa della pandemia sono deceduti. Penso agli oncologici, ai cardiopatici, diabetici etc.

Cosa ne pensa delle cure domiciliari nella lotta al Covid?
Sicuramente le cure a domicilio nella primissima fase della malattia sono necessarie e utili. C’è però un momento nel quale, a volte, è indispensabile - senza esitazione - il ricovero ospedaliero. Non bisogna ostinarsi a tenere il paziente a casa se la saturazione e altri parametri vitali sono in picchiata. Di questi casi ne ho visti parecchi. Questo virus è imprevedibile e ancora lo conosciamo troppo poco. Nel giro di poche ore il quadro clinico del paziente può precipitare e portare alla morte in tempi brevi. Ho vissuto purtroppo due casi simili nella mia famiglia.

Cosa si aspetta nel prossimo futuro?
Ritengo che la battaglia al virus non sia ancora vinta. Il vaccino aiuta senz’altro, limita i danni, ma è ancora possibile reinfettarsi, seppur vaccinati. Questa almeno è la mia evidenza empirica e quella di altri colleghi, supportata da studi internazionali. Probabilmente non avremo più le ondate terribili del recente passato, ma il virus c’è ancora e ci sarà. Dovesse arrivare una variante nuova più contagiosa e letale, saremmo punto a capo. Bisogna agire globalmente. In Africa solo il 4% della popolazione ha avuto accesso al vaccino. Ciò significa che la possibilità di nuove varianti provenienti da lì sono possibili e/o probabili. Su questo virus comunque è meglio non scommettere, è troppoimprevedibile. Negli ospedali poi, poco è cambiato, così come nella medicina territoriale e questo ha accelerato l'uscita di numerosi medici.

Come nasce la sua candidatura e perché Fratelli d’Italia?
La classe politica attuale non è assolutamente all’altezza. Manca soprattutto una qualità che reputo indispensabile per chi fa politica e che solo i grandi statisti hanno avuto: la coerenza. Oggi Giorgia Meloni è l’unico leader di partito che vanta questa qualità, insieme ad una grande intelligenza. Mi ha deluso il premier Mario Draghi che doveva essere il nuovo ed invece ha ripescato personaggi come Elsa Fornero e Domenico Arcuri nonostante i disastri fatti. Io sono orgoglioso di rappresentare questo partito, seppur con una candidatura a semplice consigliere di zona, ma reputo che la vicinanza al territorio e alla gente sia la vera sfida. E la pandemia l’ha dimostrato.

Che critiche muove all’amministrazione uscente?
Nei salotti si dice che il Sindaco Sala abbia governato bene, ma i milanesi non la pensano così. Basta guardare ad esempio la Stazione Centrale che dovrebbe essere il biglietto da visita di Milano ed invece è in preda alla delinquenza e al degrado. È colpa dell’amministrazione se oggi, a fianco ai militari di pattuglia, non ci sono presenti anche le forze dell'ordine. Noi faremo di tutto per farle tornare a presidiare la città e ridare sicurezza ai cittadini. Stesso degrado a Rogoredo e in molte altre zone della città, pure il centro non ne è indenne. Per non parlare delle piste ciclabili demenziali in Corso Buenos Aires che sono pericolose per tutti e hanno mandato in tilt il traffico e per le quali è stato gettato via denaro pubblico. Tanti piccoli lavori fatti male e senza coerenza.Come le piante di banane in piazza Duomo, una sciocchezza, ma significativa. Oppure gli spazi verdi (aiuole e parchi) sporchi, abbandonati e senza manutenzione. Per non parlare del degrado e dell’abbandono delle periferie, ma anche del centro della città. Mi chiedo poi dove siano spariti i cestini dell’immondizia.

Quale quindi il Vostro programma elettorale?
Al primo posto nel nostro programma c’è la sicurezza. La Milano che abbiamo in mente è sicura anche da un punto di vista sociale, sanitario, alimentare, del lavoro e sul lavoro, capace di esaltare le eccellenze, ma allo stesso tempo di non abbandonare chi è in difficoltà. Per quanto riguarda le case popolari riteniamo che nessuna occupazione abusiva possa essere tollerata e allo scopo saranno presi tutti i provvedimenti del caso, senza gli attuali cavilli burocratici e gli infiniti tempi tecnici. Milano solidale significa mettere al centro delle sue politiche i bisogni emergenti di tutti i suoi cittadini, a partire da quelli più fragili quali anziani, persone con disabilità, giovani e senza alcuna distinzione. In concreto, alla base della proposta c’è un esteso progetto di abbattimento di tutte le barriere architettoniche, oggi ancora grosso limite ad una piena fruibilità della città. Una città i cui servizi siano facilmente accessibili da chiunque, ovunque, a qualsiasi ora: è l’Amministrazione che si deve adattare alle esigenze dei cittadini, non il contrario. Connessioni pubbliche free, ovunque, per alunni e studenti, accelerando i processi di ‘Smart Governance’ per digitalizzare tutte le procedure della nostra macchina amministrativa nel rispetto della trasparenza dei procedimenti. Questo significa quindi far funzionare in modo efficiente le strutture esistenti – Municipi, Città Metropolitana e Società Partecipate – al fine di alleggerire il Comune di oneri eccessivi. Imprescindibile anche la riqualificazione delle scuole e degli edifici pubblici, l’incentivazione della mobilità elettrica e una crescita che consenta di evitare ulteriore consumo di suolo, oggi non più ammissibile. Investiremo di più sui nostri parchi pubblici, anche attraverso l’assunzione di personale dedicato e con una politica proattiva, promuoveremo azioni di sostegno per la valorizzazione di giardini e orti urbani. Una Milano innovativa per incoraggiare le start up ad avviare la propria attività nella città ma anche un programma di ascolto e di sostegno, attraverso piattaforme digitali, per capire come la città potrà essere di concreto aiuto agli imprenditori. Tra le prime azioni che introdurremo ci sarà quella di garantire realmente pari opportunità alle lavoratrici e ai lavoratori, ad esempio con un supporto di assistenza all’infanzia e con il prolungamento dell’apertura degli asili oltre l’attuale orario. La nostra Milano deve affermarsi come la capitale internazionale a cui istituzioni, imprese, studenti e artisti guardano con interesse, curiosità e voglia di appartenenza valorizzando quindi come i brand milanese come la Scala, il Piccolo e la Triennale, così come mantenere il livello di eccellenza nella moda e nel design.

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