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La Grammatica degi Affetti al centro culturale Rosetum di Milano
La Grammatica degi Affetti al centro culturale Rosetum di Milano

La Grammatica degi Affetti al centro culturale Rosetum di Milano

Al Centro Culturale Rosetum di via Pisanello 1 a Milano, torna la rassegna teatrale: La Grammatica degli Affetti. Si parte sabato 4 marzo alle 18.30.  "La prima a salire sul palco sarà Irene Muscarà - chiosa Marco Finco, direttore del Centro Culturale Rosetum - seguiranno Federico Nava, Andrea Soffiantini, Rossella Rapisarda, Marta Martinelli, Fabrizio Visconti, Carlo Pastori e Giampiero Pizzul.

In questo spazio c'è la possibilità di condividere gli affetti della vita con una grammatica fatta non solo di parole, ma anche di gesti e persino di respiri. Da tale condivisione succede qualcosa di irripetibile come il teatro, una finestra a cui non vorresti solo affacciarti ma scavalcare per essere parte di quell'evento".

Ingresso 10 euro con prenotazione a: info@rosetum.it

IL PROGRAMMA

Sabato 4 marzo ore 18.30

“Il ritorno. Liberamente ispirato a Tutto scorre... di V. Grossman”.

Di e con Irene Muscarà

Monologo liberamente ispirato al romanzo Tutto scorre... di Vasilij Grossman.

E' il 1953, muore Stalin. Dopo tre decenni Ivan Grigor’evich torna dai lager siberiani. Ivan si reca dapprima a Mosca dal cugino, poi a Leningrado. Incontra vecchi conoscenti, scopre che la donna amata in gioventù non è morta come lui aveva immaginato. La sorte sembra sorridergli nuovamente grazie all'incontro con Anna. Il suo viaggio si conclude sulle coste del Mar Nero, dove un tempo si trovava l’abitazione paterna. Tornato in libertà, Ivan riflette sulla vita nei campi di concentramento, sulla condizione umana, sul valore irriducibile di ogni individuo. Tutto attorno a lui è cambiato, solo una cosa sembra essere rimasta immutata...

Sabato 11 Marzo ore 18.30

“Dante e Levi: viaggio al termine dell’inferno”  

Narrazione e lettura scenica di Federico Nava

Il viaggio di due uomini attraverso l’inferno: quello immaginato da Dante Alighieri nella “Divina commedia” e quello vissuto da Primo Levi dentro “Se questo è un uomo” e “La tregua”.

Le vicende di questi racconti si intrecciano tra avventura, dramma ed emozioni, alla scoperta di due autori che si sono parlati attraverso i secoli.

Sabato 18 Marzo ore 18.30

“Factum est”

Di Giovanni Testori

Con Andrea Soffiantini

Cosa significa, oggi, affermare la vita? Perché ogni vita è “necessaria”?

“Cri”. Comincia così il Factum Est, uno dei monologhi più intensi del teatro testoriano: a spezzare il silenzio è il balbettio di un feto, una sillaba appena accennata, apparentemente incapace di significato, e che tuttavia nella sua incompiutezza, descrive già la direzione di una domanda. Una parola che prende vita a poco a poco, fragile e potente, e che incalzando il cuore dello spettatore sa dare voce e corpo allo scandalo del dolore umano.

Sabato 25 Marzo ore 18.30

“L’appuntamento” – A tu per tu con Penelope

Di Fabrizio Visconti e Rossella Rapisarda

Con Rossella Rapisarda

Regia e disegno luci Fabrizio Visconti

Scene Marco Muzzolon

Costumi Mirella Salvischiani

Musiche Marco Pagani

Produzione Eccentrici Dadarò

Uno spettacolo surreale e comicamente poetico sull’attesa, l’attesa di fare una scelta.

Come Penelope fermi ad aspettare il momento giusto che, come Ulisse, molte volte sembra non arrivare mai. E intanto il mare sale e invade ogni stanza della nostra casa.

Sabato 1 Aprile ore 18.30

“Lazzaro vieni dentro”

Di Giampiero Pizzol

Con Marta Martinelli e Carlo PastoriRegia Carlo Rossi

Nei Vangeli Lazzaro è protagonista della più drammatica e straordinaria avventura che un uomo abbia mai vissuto: trascorrere quattro giorni nel regno delle ombre. E poi tornare "di qua", grazie al miracolo del suo amico Gesù. Lo spettacolo, attraverso un doppio registro, comico e drammatico, vuole essere lo specchio in cui questa antica vicenda si riflette e ci riflette, con tutte le domande che ora e sempre ci portiamo dentro. Perché se morire è difficile, risorgere non è affatto semplice!

Lazzaro, una volta resuscitato, non vuol saperne di dormire in un luogo chiuso, perché è stato chiuso per ben quattro giorni in un sepolcro e se non fosse arrivato Gesù a tirarlo fuori, sicuramente si troverebbe ancora là. Per questo, ora che è stato rianimato, Lazzaro vive in cortile, tra le lenzuola e i panni stesi, in casa proprio non vuol saperne di entrare, neanche morto. Anzi, neanche Risorto!

Sarà proprio Lazzaro, in una sorta di rivelazione, a raccontare alla sorella Marta quel che ha visto e che si ricorda dell'esperienza strana e terribile del "viaggio nell'Aldilà". Marta si lamenta per le faccende di casa che pesano tutte su di lei: perché Lazzaro, che "prima" si rendeva utile, ora se ne sta seduto in cortile e non fa più nulla da mattina a sera? E Maria cosa fa? Canta. Canta sempre, Maria!

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