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Lombardia, Gallera: "FI in doppia cifra. Pandemia? Non influirà sul voto"

Lombardia, Gallera: "FI in doppia cifra. Pandemia? Non influirà sul voto"

"Tanti si definiscono liberali a parole, noi lo siamo nei fatti". Giulio Gallera, ex assessore al Welfare della Lombardia e presidente della commissione regionale Bilancio, è candidato alle regionali con Forza Italia, partito in cui milita da ormai 29 anni. In un'intervista ad Affaritaliani.it Milano assicura che gli azzurri in Lombardia puntano a un risultato "a due cifre". E difende le scelte fatte negli anni sulla sanità: "Questa narrazione che siamo sbilanciati sul privato è smentita dai fatti. Abbiamo investito molto anche nel pubblico, creando una competizione virtuosa". 

Gallera, Berlusconi dice che siete voi gli eredi della tradizione liberale. Eppure oggi quel campo è occupato anche da altre forze politiche. 

Noi siamo liberali perché ci mettiamo a servizio dell'imprenditore, del fragile e della famiglia. E siamo convinti che i lombardi ci daranno fiducia: questa cultura non è la cultura di Pierfrancesco Majorino che ha dentro tutti, compresi i 5stelle che sono contrari agli inceneritori e alle infrastrutture. 

Molti hanno cambiato casacca. Come sta Forza Italia? 

Sicuramente, come tutti i partiti, ci sono degli alti e bassi. In passato abbiamo raggiunto cifre estremamente alte. In questo momento nel centrodestra ci sono altri competitor. Giorgia Meloni è stata all'opposizione e ne ha goduto, noi siamo da sempre una forza responsabile e ci siamo fatti carico di decisioni impopolari in governi con il Pd e con il M5s. E questo lo abbiamo pagato in termini elettorali. Ma le regionali ci premieranno con un risultato importante. 

Ha parlato di doppia cifra...

Succederà perché la Regione, negli ultimi 20 anni, è stato il miglior esempio di governo liberale. L'agenda Draghi di cui in tanti si sono riempiti la bocca noi l'abbiamo sempre adottata. Se la Lombardia è prima in Europa per produzione industriale e per produzione farmaceutica è perché la politica ha creato le condizioni. 

Il centrosinistra attacca però sulla sanità. Come risponde? 

Abbiamo un sistema sanitario profondamente liberale perché mette il cittadino al centro. Sette dei migliori dieci Irccs d'Italia sono in Lombardia. Il primo è il San Raffaele che è privato, il secondo è il Policlinico: questo vuol dire che gli investimenti sulla sanità pubblica sono stati fatti.  

Letizia Moratti dice che sulle liste d'attesa la Lombardia non ha fatto nulla negli ultimi dieci anni.

È triste vederla dimostrare di essere ignorante e così faziosa: non conosce gli atti che sono stati fatti ed è preoccupante, visto che ha fatto l'assessore per due anni. Ci sono delibere ufficiali che non possono essere smentite. Intanto abbiamo fatto una legge del 2015 sulla presa in carico dei pazienti cronici che nasceva proprio dalla necessità di ridurre le liste d'attesa. Dal 2018 al 2020 abbiamo stanziato 56 milioni per progetti specifici per il contenimento delle liste d'attesa per le quindici prestazioni che per numerosità e tempi rappresentano una parte predominante delle prestazioni erogate in Lombardia. E comunque veniamo anche da dieci anni in cui sono stati tagliati fondi alla sanità. Guarda caso da tutti presidenti del Consiglio del Pd. 

Pensa che la pandemia influirà sul suo risultato elettorale e su quello del centrodestra? 

Io che giro costantemente continuo a incontrare persone che mi ringraziano e che hanno capito che abbiamo fatto il massimo in una situazione drammatica. Quando scoppia una bomba atomica i disagi ci sono ma abbiamo fatto il possibile combattendo a mani nude. Chi aveva la responsabilità di darci gli strumenti, dai protocolli di cura alle informazioni sul fenomeno fino alle mascherine e ai tamponi, ossia lo Stato, non ci ha dato nulla. La gente lo ha capito e infatti ci hanno premiato alle politiche nonostante le strumentalizzazioni della sinistra. 

Il suo impegno per le imprese? 

Le aziende ci chiedono un'ulteriore sburocratizzazione: la digitalizzazione è una grande opportunità. E la Regione deve essere ancora più collegata, anche attraverso le infrastrutture viarie e investimenti sulle ferrovie. Le multinazionali vengono qui perché ci sono connessioni e capitale umano. E poi c'è la nostra Finlombarda, l'unica finanziaria pubblica che c'è, che è stata di grande aiuto: per ogni euro stanziato dalla Regione sono stati generati investimenti da dieci euro sul territorio. 

Dispiaciuto per chi ha deciso di abbandonare Forza Italia? 

Penso che chi aderisce a un partito lo fa per dei valori che sono affini e perché immagina di migliorare la società sulla base di questo schema. Vedere questa grande leggerezza nel cambiare sponda mi stupisce. Io ancora mi riconosco in Fi perché penso che rappresenti meglio i miei valori liberali. Cinque anni fa il cavallo vincente era la Lega e chissà cosa farà domani Fratelli d'Italia. Le scelte non vanno fatte per opportunismo solo perché si vedono più spazi. 

 

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